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Violenze all’orfanotrofio di Ischia. Suor Marie Georgette rintracciata ed arrestata a Roma, è stata interrogata

È stata interrogata questa mattina a Roma suor Marie Georgette Rahasimalala, la religiosa in servizio presso l’orfanotrofio di Ischia ed arrestata per maltrattamenti su bimbi e ragazzi, lesioni personali aggravate e violenza privata aggravata . Il provvedimento tra origine da un video dove sono coinvolti tre fratelli in affido protetto presso la struttura. Lunedì dovrebbe esserci l’interrogatorio di garanzia anche per le altre tre consorelle allontanate dalla Campania con le stesse accuse, tra cui la madre superiora dell’istituto. Pesa sulla condizione di Rahasimalala il video girato con il cellulare da una minore affidata proprio dal tribunale dei minori all’istituto educativo.Gli inquirenti hanno contestato alla suora il reato di violenza sui minori in forma aggravata. La donna non è stata reperita sull’isola ed è stata trovata a Roma, rintracciata,  grazie alla localizzazione del telefono e poi tradotta nel carcere femminile capitolino. Qui stamattina è stata sottoposta a interrogatorio di garanzia.

L’interrogatorio del GIP. Georgette ha reso la sua versione

Ha risposto alle domande del gip e si è difesa Marie Georgette ed ha fornito al gip Federica De Bellis la propria versione dei fatti avvenuti il 27 luglio scorso al Santa Maria della Provvidenza. Assistita dall’avvocato Giorgio Varano, la suora, stando a quanto ci è dato apprendere ,avrebbe ammesso di avere colpito con uno straccio da cucina un bimbo di 4 anni e di avergli tirato i capelli. Ha negato invece di aver preso a schiaffi il fratello di 8 anni accorso in sua difesa fino a fargli uscire il sangue dal naso.Secondo quanto spiegato dalla religiosa il piccolo avrebbe più volto manifestato problemi di sanguinamento dal naso, una forma di epistassi che si sarebbe potuta  manifestare anche nelle fasi concitate riprese dal video incriminante e girato dalla sorella di 9 anni. La donna ha specificato di avere perso la pazienza poiché il piccolo le aveva a più riprese tirato la veste da monaca ed il copricapo. Ha respinto le accuse di ulteriori e possibili comportamenti violenti tenuti nei quasi 20 anni di attività nello stesso istituto. La vicenda dovrà essere approfondita e chiarita. La misura cautelare è stata notificata alle religiose  senza essere interrogate dal pm. Questo apre nuovi scenari e ulteriori canali di approfondimento sui fatti contestati.

Lunedi l’interrogatorio delle consorelle

Le altre tre consorelle indagate, che potrebbero non essere le sole persone coinvolte nell’inchiesta, sono state raggiunte da un divieto di dimora in Campania: la madre superiora, Angela De Bonis, 81enne di Qualiano nel napoletano, Noeline Razanadraozy, 51 anni, anche lei del Madagascar del servizio mensa e Alice Albaracin, quasi 48 anni, delle Filippine, che si occupava invece del doposcuola. Tutte potrebbero essere ascoltate già lunedi.Le attività investigative a riscontro delle misure emesse sin qui sono state effettuate mediante attività tecniche ed escussioni di minori in modalità protetta, hanno consentito di identificare le autrici dei reati, nonché ricostruire ulteriori episodi di sofferenze fisiche nei confronti dei minori ospiti del suddetto istituto isolano, consistite in atti di violenza quali tirate di capelli, schiaffi alla nuca, calci, ciabatte sulle mani, intimando loro in silenzio e privandoli dei telefoni cellulari al fine di impedire riprese foto e video, con le aggravanti di abusare della condizione di inferiorità fisica e psichica determinata dall’età delle vittime nonché di commettere i reati all’interno di istituto di educazione e formazione. Elementi che hanno portato il Giudice a ritenere tutte le indagate concorrenti nel reato di maltrattamenti e ad emettere nei confronti della consorella ripresa nel filmato, per la brutalità della condotta posta in essere, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere presso la Casa Circondariale femminile del Lazio, e nei confronti delle altre 3 indagate la misura del divieto di dimora nel territorio della Regione Campania.

Mentre le indagini proseguono, l’istituto non sarà chiuso.

Intanto non sarà chiuso l’Istituto per minori Santa Maria della Provvidenza di Casamicciola Terme, teatro delle discusse vicende e dove tra i circa 50 ospiti ben 25 minori attendono l’affido, adozione o per potestà sospesa dei genitori. La struttura è attualmente affidata a due suore non coinvolte nell’inchiesta per i presunti maltrattamenti  e da rinforzi inviati dall’istituto religioso di competenza, arrivate già mercoledi 16 novembre per sostituire le monache destinatarie dei provvedimenti della procura. È stata la commissaria prefettizia che regge attualmente il comune di Casamicciola Terme, la vice prefetto Simonetta Calcaterra, a confermare stamattina che la struttura rimane operativa considerando commenta il commissario che “è stata accertata la possibilità di consentire la permanenza dei minori nella struttura e quindi la operatività della stessa, in quanto la rappresentante legale della Congregazione Discepole Santa Teresa del Bambino Gesù ha inviato altre suore in sostituzione di quelle allontanate”. Nei prossimi giorni i carabinieri di Ischia, guidati dal capitano Laganà, delegato delle indagini per conto della Procura di Napoli, la IV sezione che indaga sulle fasce deboli, potrebbero sentire altre persone informate sui fatti e sulla gestione dell’istituto religioso. I militari tenteranno di scoprire eventuali altre vittime le indagini