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Si chiude oggi a Milano, la Civil Week

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Si chiude oggi a Milano, la Civil Week.

Sono stati 3 giorni, dal 5 al 8 maggio per il parterre milanese, di eventi dedicati a chi, si occupa della socialità in modo attivo.

Persone che si impegnano nel sociale, in modo profondo, senza risparmiarsi .

Hanno aderito all’iniziativa, associazioni fondazioni, cooperative e scuole.

Ma vorrei parlarvi di Lei, di colei che ha saputo trarre da un episodio grave, il cosiddetto incidente di percorso, la forza e la poesia di regalarci Bellezza.

Lei, Silvia Bisconti, deus ex machina di Raptus & Rose, brand che adoro sia per i colori che per la struttura degli abiti progettati per tutte le taglie, dalla più piccola alla piu grande valorizzando l’aspetto interiore di chi lo indossa.

Silvia, ha lavorato con Romeo Gigli, ve lo ricordate? Colui che in un certo senso, cambiò le lunghezze delle proporzioni, utilizzando la sovrapposizione di strati e tessuti diversi, assolutamente incompatibili ad un occhio inesperto ma funzionanti, per chi di gusto ne ha da vendere.

Allora ieri sera, questa donna, con strati di tulle declinati in indian pink ha organizzato in collaborazione all’Associazione Oncologica San Bassiano ODV, e L’Oreal e altri di cui ora non ho memoria, un bellissimo defile’ chiamato “ il Defile della Rinascita”.

Perché oltre allo smarrimento che segue la diagnosi della malattia, il percorso del paziente oncologico (e mi viene da aggiungere non solo) è disseminato di buche e svolte tortuose.

Oltre alla paura  dell’ incertezza del domani, ci si sente soli e si ha l’incubo di essere perduti.

Abbandonati ad un destino che non si è scelto ne ‘si è mai profilato nelle peggiori aspettative.

L’incubo inizia sempre troppo presto.

Ebbene Silvia, è riuscita, insieme allo straordinario team di Raptus and Rose, a rendere magica l’esperienza di un momento straziante.

Ha catturato lo stato d’animo di chi è colpito, di chi lotta  con la chemio e si distrugge il fisico che smette di riconoscere come suo, la fragilità e lo ha celebrato con abiti coloratissimi e stupendi, con broccati e sete di antica memoria, con strutture e forme super femminili. Non solo. E riuscita con l’incanto dei colori a trasfonderci energia, positività’ leggerezza un messaggio importante: tutte le donne sono Regine e tutte le donne possiedono la loro unicità.

E nel cortile della Rocchetta, il cortile interno del Castello Sforzesco, ieri sera alle 18.30, con un passo lieve, hanno sfilato 50 donne straordinarie, pazienti, medici  e  infermiere (addirittura il chirurgo che ha operato Silvia e l’oncologo- e utilizzo il termine al maschile sebbene fossero donne).

Sembrava rivivere una scena del cinquecento con colori orientali.

Abbiamo pianto dalle emozioni , tutte. Tutte coinvolte in un progetto che sembra pazzesco ma che nasconde come in ogni fiaba, un insegnamento:

la malattia non è solo rassegnazione, accettazione e paura. La malattia può rendere meno amaro il percorso se noi stesse teniamo solo per mano, chi ha bisogno.

La malattia fa parte della nostra evoluzione. Non la si può rifiutare.

Combattere si, rifiutare mai.

Ci vuole coraggio,  un coraggio da leoni ad essere malati, soprattutto mi viene da dire adesso post Covid. E’ questa esperienza, di prendersi per mano con garbo e tenacia a combattere la paura di essere sole in un momento così difficile, dove molte donne (e parlo di donne colpite dal dramma del tumore al seno, mutilate nella loro femminilità, già difficile da accettare) sono sole, questa  esperienza regala BELLEZZA e come Silvia sostiene citando LA BELLEZZA SALVERA’ IL MONDO, ci rende Liberi.

E avrei altro da raccontare …. Ma mi piacerebbe che questa donna cosi straordinaria, cosi minuta e cosi grande, che ha fatto emozionare il sindaco Beppe Sala potesse trovare una cornice per il suo défilé anche in Costiera. Perché la speranza non deve mai venire a mancare e perché la bellezza dei luoghi, renderebbe Perfecto ogni attimo di questo grande, commovente gesto di amore verso le altre donne.

Grazie Silvia…

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