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Penisola Sorrentina, la viabilità via mare per l’ingegnere Elio D’Esposito

Penisola Sorrentina, la viabilità via mare per l’ingegnere Elio D’Esposito. Sentiamo l’ingegnere D’Esposito di Piano di Sorrento, oltre mezzo secolo di professione, con riconoscimenti dall’Ordine degli Ingeneri di Napoli, uno dei professionisti migliori della Campania.

VIABILITA’ VIA MARE  

Un  accenno alla viabilità via mare che è stata la più antica via di collegamento per Sorrento, Piano,  e Meta :  essa è la terza componente del traffico e anch’essa dovrebbe essere ampiamente migliorata per consentire, con molti approdi, un ulteriore collegamento con i centri di Napoli e con le isole del Golfo, nonché per creare alcune attività atte a migliorare le condizioni socio-economiche del nostro territorio…tipo viaggi escursionistici, pesca turismo, corsi di vela, pesca subacquea, pesca dilettantistica,  e tanto altro.

Circa dieci anni fa  o anche più, ebbi modo di illustrare una mia idea al sindaco di Meta Dott. Trapani e all’assessore Peppe Tito, …quella di restituire al popolo di Meta un porto senza alterare la balneabilità esistente e cioè rivoltandolo verso Piano, com’era sempre stato anticamente e fino agli anni sessanta.  (e lo ricordo perfettamente, anche con quel piccolo passaggio sotto molo verso la spiaggia adiacente )

Tale struttura veniva a posizionarsi a debita  distanza dai lidi del  Resegone e dalla spiaggia del Purgatorio (e separati  anche da scogliera ) e non interferiva minimamente con i lidi su lato Alimuri, separato dalla lunga scogliera esistente ( un po’ come succede a Piano tra lato porto e lidi adiacenti che sono insigniti della bandiera bleu), con ciò abbattendo quell’orribile muraglione, non più avente funzione ( e che occulta la vista panoramica e sostituito da aiuola di cespugli tipici della macchia  mediterranea, ad es. ginestre) e creando  una nuova scogliera verso Piano ( in parte anche recuperando i massi dell’attuale scogliera non avente più funzione di contenimento del moto ondoso. Il progetto di massima, corredato da ampia relazione, planimetrie, spesa (si era provveduto anche ad uno scandaglio dei fondali), piacque tantissimo al Sindaco e all’assessore Peppe Tito che,  entusiasta,  mi dichiarò la sua disponibilità per  la sua realizzazione nel suo futuro da Sindaco.   Purtroppo non è stato così ed è subentrato, invece,  un totale abbandono, e senza mai alcun riscontro su eventuali riflessioni in  Giunta o in UTC o ancor più in Consiglio Comunale che rappresenta: questo progetto, per la sua importanza,  voleva essere una provocazione, una riflessione su un tema di grande interesse per il futuro del paese e anche per i molti risvolti socio economici positivi come da relazione di esso e meritava, a mio avviso,  un approfondimento, trattandosi di valutare se il popolo metese, di antiche tradizioni marinare, e dotato di un porto esistente fin dall’antichità, doveva rinunciare a questa possibilità e alle tante attività legate con il mare, salvaguardando la balneabilità e l’ambiente.  In ogni caso è agli atti del Comune da oltre dieci anni e rappresenta un mio omaggio come più volte ho fatto quivi e anche altrove, ma soprattutto a Meta ritenendo Peppe Tito un Sindaco dinamico e fattivo e quindi capace di scelte  di grande valenza, il che,  di questi tempi, è molto difficile riscontrare al potere politico. In allegato un file di uno stralcio del progetto.

viabilità via mare

Sempre a Meta c’è anche un interessante  progetto di collegamento meccanico dalla cava di Scutari fino ad una grotta comunale  sulla passeggiata tra spiaggia di Meta e Alimuri. Il progetto ( all’epoca, anno 2005,  sindaco Bruno Antonelli e dirigente UTC  e RUP  l’ing. Graziano Maresca ) quasi esecutivo, realizzato dal sottoscritto e dal suo staff di collaboratori, con rilievi topografici, saggi geologici, grafici della sistemazione, calcoli strutturali, prevedeva un impianto ascensoristico, in un pozzo verticale da scavare in roccia calcarea, con due ascensori verticali e, in un secondo tratto, un collegamento  con ascensore inclinato  fino a raggiunger una  grotta sulla passeggiata ( all’epoca ancora non era stata ancora realizzata). A monte era prevista un’area notevole di parcheggio sulla cava, con la dovuta sicurezza per la caduta massi, (oltre a un punto ristoro e biglietteria). Esso ebbe anche un’ottima valutazione in un bando Regionale ( Pit fuori tetto POR 2006 Progetti integrati d’infrastrutture per la viabilità) e sarebbe stato anche finanziato se avesse avuto l’esecutività, cioè le autorizzazioni degli Enti preposti, l’accordo con i proprietari del suolo, e  magari  una conferenza dei servizi per poter accelerare; il che purtroppo venne a mancare e così il finanziamento. Successivamente, Sindaco il dott. Paolo Trapani, produssi anche una variante( 2010) di ascensore inclinato, di costo più contenuto ( intorno ai 3.500.000 di Euro )  a raso lungo il costone ( sottopassando, alla partenza, la SS145) con cabina a vetro ultra panoramica e con sbarco a via Caracciolo e non più sulla spiaggia,… ma  non vi era più la spinta iniziale entusiastica politica e dirigenziale di coloro che l’avevano concepito inizialmente, né tantomeno un accordo con i proprietari, e il tutto fu accantonato e buttato nel dimenticatoio.

Sempre a Meta realizzai un progetto esecutivo, anche finanziato(sindaco il dott. Sassi ) per risolvere un problema di un grave disagio di barriere architettoniche per  diverse famiglie con persone anziane  isolate in una zona impervia ( via Rottura di Alberi )da poter raggiungere solo a piedi tramite ripida gradonata (e fu fatto un progetto esecutivo  di telenavetta, cioè di una cabina teleguidata, capienza per due persone,  motorizzata e supportata da struttura in acciaio con guide, per superare le barriere architettoniche) e quì, questa volta, stranamente diversi  cittadini di Alberi  sottoscrissero  una richiesta al Sindaco di non volere più questa opera, dopo che insistentemente l’avevano richiesta per anni !( stranezze !!! ). Allego una foto -simulazione del progetto.

viabilità via mare

Con il PNRR molte di queste opere, forse,  potrebbero essere riesumate dagli uffici competenti e con le dovute rielaborazioni, integrazioni, modifiche e magari con mutate idee e intenzioni.

Esposi anche una bella idea di riqualificazione e di fruizione dell’ ultimo tratto di spiaggia di Alimuri in abbandono.

Nei Comuni chissà quanti progetti giacciono!

E sempre in tema di mobilita peninsulare, il parcheggio in cava ( con strada non avente più l’enorme traffico attuale, costruendo la descritta strada alternativa) sarebbe ottimo per chi venendo da fuori penisola vuole lasciare  l’auto preferendo o una navetta che porta ai centri peninsulari o un affitto, in bike sharing, di una bici elettrica o, per chi vuole andare alla spiaggia di Alimuri, l’impianto meccanizzato Cava- Alimuri. ( al limite anche con una progettazione di una funivia ). Chiaramente c’è il  vaglio di Enti preposti alle autorizzazioni e spesso proprio in questo cammino si arena il tutto e  si paga lo scotto dell’intricata burocrazia in campo urbanistico-paesaggistico- idrogeologico-demanio marittimo- etc. ed è qui che si misurano le forze degli uomini, di quelli dotati di grande entusiasmo e la fattiva  collaborazione con gli Enti preposti,  per migliorare la vivibilità del territorio. Purtroppo oggi, ogni tanto, a contagocce, passa al setaccio di fitte maglie un’opera pubblica ( e spesso anche discutibile).

In sintesi a lungo e medio termine è necessario il miglioramento fondamentale delle tre componenti ( su gomma, su ferro e via mare) e con opportuni interscambi con navette, mentre a  breve termine, nelle more,  si possono mettere in gioco altre componenti , tipo pubblicità della situazione  traffico e parcheggi già a distanza su cartellonistica visiva che dà in tempo reale le condizioni del flusso, dell’entità delle code e della possibilità di parcheggiare… inoltre  inibizione all’entrata in penisola nei giorni caldi di traffico a chi non è residente, non lavora né ha prenotato servizi di strutture di accoglimento, oltre a un buon collegamento ferroviario – navette comunali e intercomunali. Anche i servizi di bike sharing ad ogni stazione della vesuviana ( ne proponemmo l’introduzione nei verbali della Consulta, nel 2018) potrebbero essere utili se realizzati come si deve e con molta civiltà.  Tutto ciò dovrebbe invogliare all’uso dei mezzi pubblici, sia per l’utente che da fuori zona si deve portare in Costiera, sia viceversa (e sempre  con una buona combinazione di parcheggio in prossimità delle stazioni e con abbonamenti molto agevoli per i lavoratori).  Deve nascere la mentalità così, nei residenti, di fare uso di bici o di percorsi a piedi per brevi tratti !. e per i turisti prevedere, nei periodi di alta stagione, più corse ferroviarie verso i siti culturali e paesaggistici, il che già si è realizzato di recente con i treni espresso Napoli Sorrento (in 45 minuti, ma anche negli anni settanta c’era qualche direttissimo con questi tempi) ed è ottimo,   ma da migliorare nel numero delle corse e anche nelle corse in senso inverso.

Inoltre, nell’ attualità, potrebbe essere valutata una soluzione, nel periodo più trafficato, di un percorso a senso unico per i pullmann turistici che sono di larga stazza e di alimentazione a diesel( cioè con due caratteristiche negative per la fluidità del traffico e per l’inquinamento )consentendo il loro attraversamento dei centri abitati in un solo verso e non nei due versi,  e cioè valutare un percorso  Sorrento, Via degli aranci, Nastro verde -Nastro Azzurro e SS 163 fino a Meta con l’attraversamento di via  T.Astarita a senso unico ( o anche in senso inverso ) …chiaramente è una soluzione non ottimale ma potrebbe arrecare in alcuni mesi, di traffico bollente, un buon vantaggio. Tutto ciò presuppone una cabina di regia del traffico peninsulare e anche sarebbe opportuna una consulta intercomunale sulla mobilità-

In riferimento alla Costiera Amalfitana, vorrei spendere poche parole  e cioè:

Tanti anni fa fu allargato il tratto di strada tra Piano ( Colli di S.Pietro) e Positano creando una viabilità agevole e anche ben inserita nel paesaggio avendo avuto l’accortezza di rivestire le zone a vista sotto strada, late mare, con un piacevole rivestimento, anche modulato ad archi,  in pietra calcarea tipica della zona. Lo stesso si potrebbe  fare, con il placet della soprintendenza ai BBAA, in diversi tratti dopo Positano là dove l’intervento, lato mare, è possibile; anche minimi allargamenti possono portare  grandi benefici in diversi tratti stretti. Chiaramente Il Ministero dei BB.AA. dovrebbe collaborare di fronte a queste situazioni d’invivibilità ( che diventa anche inciviltà ) e anche la Regione Campania e l’Autorità del Bacino per le autorizzazioni….superando il grande scoglio delle sabbie mobili della burocrazia, male terribile del fare concretamente.  Oltre a ciò si dovrebbe prescrivere tassativamente l’utilizzo esclusivo di navette di stazza modesta ed adeguata a tale stretta viabilità.

Spiace constatare, purtroppo, che né i cento milioni pubblicizzati cinque anni fa dal governatore Vincenzo De Luca, promessi da Renzi per la mobilità, hanno prodotto qualche risultato, né tantomeno i fondi che si avranno con il PNRR serviranno a risolvere il problema mobilità e forse si perde un’occasione storica, unica,  che difficilmente si ripeterà.

E per il momento ci siamo anche troppo dilungati. Avrei voluto parlare di altri temi scottanti…parcheggi, altre idee e progetti esposti ai politici ( e chissà quanti ce ne sono anche da parte dei miei colleghi) abbandonati sui comuni, ci sarebbe da dire tanto su  un  PUT inadeguato e ostacolo principale ad ogni futura pianificazione (c’è un mio  intervento sulla nascita del Put e sui parcheggi  in una nota su Positano news del Luglio 2012), ma è opportuno fermarmi e…alla prossima.

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