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Vico equense, l’Alberghiero De Gennaro eccellenza non solo per gastronomia ma anche per la solidarietà

Vico equense, l’Alberghiero De Gennaro eccellenza non solo per gastronomia ma anche per la solidarietà . Continua a riscuotere successi il polo studentesco enogastronomico più rinomato della provincia di Napoli e della Campania, quello che ha formato chef come Cannavacciuolo e non solo, un orgoglio per la costa di Sorrento che va oltre la Penisola sorrentina,  e continuano le soddisfazioni per Salvador Tufano e tutto lo staff della scuola che Positanonews segue da sempre . Oggi un bell’articolo della collega Ilenia De Rosa che parla anche della solidarietà La festa preparata per lui non è bastata a cancellare la tristezza dai suoi occhi. E nemmeno le chiacchierate con i nuovi amici, l’abbraccio del preside e la gentilezza dei docenti. La sua è la sofferenza di chi ha visto morire uomini davanti ai suoi occhi, di chi ha udito il rumore devastante dei bombardamenti e ha avuto paura per la propria vita e per quella dei suoi cari.

Ivan, 15 anni, originario di Kiev, ieri ha vissuto il suo primo giorno di scuola in Italia presso l’alberghiero Francesco De Gennaro. Ad accoglierlo, il preside Salvador Tufano, la vice Paola Apuzzo, le referenti Antonella Verde e Patrizia Alfano, gli studenti della classe in cui verrà inserito e quelli di altre sezioni che, coordinati dai docenti di enogastronomia e sala, hanno organizzato un buffet di benvenuto.

Ivan Alberghiero Vico Equense

La testimonianza della guerra in Ucraina di Ivan da Kiev

 

Ma Ivan ha mangiato pochissimo: solo una piccola graffe. E con molta fatica ha parlato di sé. «Sono felice di questa accoglienza ma non amo stare al centro dell’attenzione» ha ripetuto più volte in inglese ad alcuni studenti che si sono offerti di fare da interpreti. Il calore dei presenti ha, però, consentito a Ivan di esternare la sua sofferenza. «Non riesco a smettere di pensare a quella sera in cui eravamo nascosti in un rifugio a Kiev insieme a persone anziane racconta -. Noi giovani facevamo da sentinelle, al piano di sopra. Improvvisamente ho sentito un terribile ruggito: ho subito capito di cosa si trattava, ho preso il mio amico e l’ho trascinato verso giù. Appena siamo entrati in una stanza sicura, si è sentita una forte esplosione e la porta è balzata via. Dopo un po’ altre due esplosioni. Poi siamo scesi al piano di sotto, dove c’erano gli altri: tutti ci hanno guardato come se fossimo fantasmi e una delle nonnine ha chiesto cosa fosse successo. Le abbiamo risposto che andava tutto bene e che non c’era bisogno di farsi prendere dal panico. Ma dopo pochi minuti altre esplosioni, ancora più forti».

Ivan è arrivato a Vico Equense in pullman con la nonna 74enne, il 15 marzo. Adesso vive con la madre e il fratello, già qui a casa del marito della mamma. Frequenterà il primo anno dell’alberghiero e dovrà integrarsi in una nuova realtà. «Qui mi sento al sicuro – conclude – ed è una bella sensazione. Però spero presto di ritornare in Ucraina. Mi mancano gli amici, i familiari, la mia terra».

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