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Sant’Agnello e housing sociale: una settimana Santa di sofferenza per 30 famiglie, fra 9 giorni lo sgombero

Sant’Agnello e housing sociale: una settimana Santa di sofferenza per 30 famiglie, fra 9 giorni lo sgombero .  Si spera, e si prega, ancora per una soluzione, nel rispetto della legge, ed  è quello che speriamo tutti. Positanonews sembra l’unico media a interessarsene tutti i giorni, anche le parti politiche e sociali , a parte la Chiesa, non ne parlano . Ci troviamo ancora una volta a raccontare della disperazione a cui sono sottoposte le 30 famiglie dell’Housing sociale di Sant’agnello, in penisola sorrentina. La vicenda ha avuto una volta quasi un mese fa con il Tribunale della Libertà di Napoli che, dopo aver concesso il dissequestro, su ricorso della Procura di Torre Annunziata, ha poi deciso di nuovo per il sequestro e lo sgombero dopo 30 giorni notificato dalla polizia di Sorrento. Sono le vicende processuali così , ed è il diritto che è stato applicato, qui si tratta di evidenziare solo la problematica sociale ed umana. E’ impossibile trovare una sistemazione, nella stessa situazione si trovano venti famiglie che dall’Ucraina sono scappate dalla guerra in Russia. Al momento l’unica istituzione che si è mossa è stata la  comunità parrocchiale di Sant’Agnello . Fra una settimana di nuovo dal Giudice per le Udienze Preliminari dove  si è stabilito che la causa procederà con un ulteriore convocazione in aula dei 14 indagati per il prossimo 20 aprile. Verranno ascoltati il sindaco Sagristani e il costruttore Antonio Elefante . Intanto la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha invece optato per il sequestro, dal momento in cui gli immobili vengono considerati edificati in maniera illecita. Per quest’ultima causa, è previsto lo sgombero delle famiglie per il prossimo 22 aprile. Lacrime e disperazione attorno a questa vicenda, non solo da parte delle famiglie ma anche dai loro parenti che con tanti sacrifici li hanno aiutati ad ottenere un luogo sicuro in cui dormire e crescere i propri figli. Ora questa sicurezza si sta pian piano sgretolando. I tempi del ricorso per Cassazione fatto contro il nuovo sequestro sono lunghi e dell’incidente di esecuzione non se ne sa nulla a pochi giorni dallo sgombero occorre pensare a una soluzione a questo problema che non è solo giuridico , ma sociale, soluzione alla quale dovrebbe pensare momentaneamente la politica se non locale, la Regione Campania o il Governo, parliamo ovviamente del problema umanitario che vive chi si ritrova senza casa così come per gli ucraini anche per loro, o in una soluzione tecnica , il diritto d’uso o la custodia o una cosa del genere, fermo permanendo il dispositivo di legge effettuato in attesa che il processo si svolga quanto più velocemente possibile.

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