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Rissa al Luna park a Torre del Greco, ucciso 19enne: fermati due 15enni, dolore della famiglia “Sognava di fare lo chef”

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Rissa al Luna park a Torre del Greco, ucciso 19enne: fermati due 15enni, dolore della famiglia “Sognava di fare lo chef” A Torre del Greco è stato disposto il fermo dei due giovanissimi bloccati dalla polizia poco dopo l’accoltellamento costato la vita a Giovanni Guarino, il ragazzo non ancora diciannovenne (avrebbe compiuto gli anni il prossimo mese di maggio), ucciso a seguito di una lite per futili motivi. Stando a ciò che si apprende, si tratta di due quindicenni di Torre Annunziata. Ad incastrarli le macchie di sangue trovate sui loro vestiti.

Uno sguardo ritenuto di troppo. Una richiesta di chiarimenti ben presto trasformatasi in rissa. E poi la comparsa di coltelli, tra urla e fuggi fuggi generale, in un’area popolata di giostrine, dove la domenica sera dovrebbero trovare spazio solo divertimento e spensieratezza.

Giovanni Guarino è stato raggiunto da un fendente al cuore, è deceduto nonostante il trasporto in ospedale, dove non è stato possibile salvargli la vita. I poliziotti, agli ordini del primo dirigente Antonietta Andria, hanno lavorato tutta la notte per provare a ricostruire la dinamica dei fatti, raccogliendo testimonianze e recuperando i filmati catturati dalle telecamere dei sistemi di videosorveglianza della zona. Un lavoro minuzioso che ha portato all’individuazione dei due giovanissimi, ambedue quindicenni, che sono stati ascoltati per tutta la giornata, alla presenza del pm.

Per il sindaco di Torre del Greco, Giovanni Palomba, “è agghiacciante e inaccettabile quanto accaduto a due giovani della nostra comunità cittadina. La violenta e prematura morte di un ragazzo, brutalmente sottratto all’affetto della sua famiglia, e il ferimento dell’amico colpito con efferatezza inaudita, lascia sconcerto, rabbia e indignazione in ognuno di noi”.
Palomba ravvisa come “necessaria una riflessione seria ed attenta sull’educazione dei nostri giovani e soprattutto sugli atteggiamenti di sincero disagio sociale”. Reazioni anche sui social: “Povero Giovanni – scrive un utente – eri educatissimo, bravissimo. Non si può morire così”. Anche i parenti hanno lasciato traccia del loro dolore su Facebook: “È mio cugino – si legge in un messaggio – Un bravissimo ragazzo”. Come scrive Mariella Parmendola sulla Repubblica Napoli  è stata Aperta un’inchiesta da parte della Procura di Torre Annunziata, ma nessuno lo farà ritornare vivo. Una tragedia che ha sconvolto tutta la Campania.

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