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Piano di Sorrento, ancora chiuso il Museo Archeologico “Vallet”. La città rischia di perdere uno dei suoi fiori all’occhiello?

Piano di Sorrento. La stagione turistica è oramai iniziata e tra le maggiori attrazioni della città vi è sicuramente il Parco di Villa Fondi, tra i più belli della penisola sorrentina e che regala un affaccio su un panorama mozzafiato. Villa Fondi, però, non è solo verde e contatto con la natura ma anche arte ed archeologia grazie al ninfeo di Pipiano, uno dei mosaici di epoca romana meglio conservati in Campania. Ma il fiore all’occhiello è sicuramente rappresentato dal Museo “Georges Vallet”, che è stato considerato uno dei più musei archeologici più belli in Italia e che offre la possibilità di ammirare reperti archeologici di grande valore ed interesse storico e culturale. Un patrimonio inestimabile per la città di Piano di Sorrento.
Il Museo Archeologico Territoriale della Penisola Sorrentina, intitolato al famoso archeologo e studioso Georges Vallet ed ospitato nelle sale di Villa Fondi de Sangro, attraverso il recupero dei reperti provenienti dalle campagne di scavo effettuate in Penisola Sorrentina ricostruisce le fasi di popolamento e di trasformazione della costiera dall’età preistorica all’età romana.
All’ingresso del Museo è posta una grossa statua raffigurante una figura femminile, rinvenuta nel 1971 durante le indagini di una villa di epoca imperiale a Sorrento. A seguire le varie sale disposte in ordine cronologico; al piano terra sono presenti due sale: la prima illustra la zona sorrentina durante l’epoca preistorica con reperti proveniente da grotte e insediamenti del luogo, mentre nella seconda sono raccolti le testimonianze ritrovate dagli scavi archeologici condotti a Piano di Sorrento, in particolare quelli svolti in località Trinità, dove era presente un insediamento risalente al II millennio a.C. della cultura del Gaudo. Lungo la scala che porta al piano superiore sono custoditi una testa in marmo proveniente da Massa Lubrense e alcuni capitelli tufacei in ordine dorico rinvenuti a Vico Equense.
Anche al secondo piano sono presenti due sale: nella prima sono esposti corredi funerari rinvenuti nelle necropoli arcaiche e classiche di Massa Lubrense, Sant’Agata sui Due Golfi, Vico Equense e Sorrento mentre nella seconda sono ospitati reperti provenienti da Sorrento in particolar modo dalla città antica e dalle necropoli, oltre a carte topografiche. Tra le opere di maggior rilievo si trova un trapezoforo in tufo che raffigura un’erma maschile, balsamari in vetro, vasi a figure rosse del IV secolo a.C., columelle, oggetti in marmo e capitelli della Villa di Villazzano nei pressi di capo di Massa ed un plastico della Villa di Pollio Felice; nel corridoio che unisce le due sale è esposto materiale proveniente dal Tempio di Atena a Punta Campanella, con il calco di un’epigrafe del II secolo a.C.
La nota stonata è che attualmente il Museo è chiuso al pubblico poiché interessato dallo scorso 10 dicembre – come recita un cartello esposto all’ingresso – da “urgentissimi lavori di messa in sicurezza fino a data da destinarsi”. Una situazione davvero vergognosa ed intollerabile, soprattutto alla luce della deficitaria comunicazione che non permette di conoscere non solo la data prevista per la fine dei lavori ma nemmeno la natura dei lavori stessi.
A quanto si apprende da voci non ufficiali sembrerebbe che, tra i lavori che si stanno effettuando, ci siano anche quelli di rifacimento dell’impianto elettrico e delle vetrine espositive. Ma chiaramente non si riesce a comprendere come mai i tempi di realizzazione siano così lunghi.
Ma i lavori, a quanto pare, non sono l’unico motivo per cui il Museo Archeologico è attualmente chiuso. I problemi sono legati anche alla gestione dello stesso per mancanza di personale. Al momento ci sarebbe solo una persona nell’ufficio come amministrativo ed un solo custode a fronte dei quattro che vi erano all’inizio. Ovviamente diventa impossibile in questo modo garantire l’apertura sia la mattina che il pomeriggio e, inoltre, per legge è necessario che ci siano almeno due custodi per garantire la sicurezza della struttura.
Un problema che mette a rischio uno dei fiori all’occhiello non solo di Piano di Sorrento ma di tutta la penisola sorrentina e della Campania. Sembra che l’amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Cappiello non mostri il minimo interesse al problema quando forse basterebbe cominciare a chiedere un incontro con la Sovrintendenza in modo da poter addivenire magari ad una convenzione che permetta di mantenere in vita il Museo.
Ricordiamo che è stato anche approvato un finanziamento di ben 150.000 euro per collocare il Ninfeo all’esterno. Si tratta di un’opera dal grande valore archeologico ed artistico ed anche il Museo di Napoli ha manifestato il suo interesse a poterla eventualmente acquisire. Se questo dovesse accadere sarebbe davvero una sconfitta per la città di Piano di Sorrento che perderebbe lo straordinario Ninfeo oltre a rischiare seriamente di perdere anche il suo Museo.
Il 2022 è un anno importante perché ricorrono i 100 anni dalla nascita dell’archeologo e storico francese Georges Vallet (nato il 4 marzo 1922) al quale il Museo di Piano di Sorrento è stato dedicato ma certamente la situazione attuale non celebra al meglio questa data così importante.

Piano di Sorrento, ancora chiuso il Museo Archeologico “Vallet”. La città rischia di perdere uno dei suoi fiori all’occhiello?

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