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Elon Musk è il nuovo proprietario di Twitter. Ecco il parere dell’informatico positanese Antonino Buonocore

L’imprenditore Elon Musk – dopo una spesa di 54,20 dollari ad azione (per un’operazione totale da 44 miliardi di dollari) – è il nuovo proprietario di Twitter. La sua promessa è quella di rendere il social network un posto ancora più libero, dove presto saranno introdotte nuove funzioni e algoritmi.
Sul punto riportiamo l’intervento di Antonino Buonocore, informatico e cartografo di Positano: «Nei giorni scorsi è stata annunciata l’operazione di acquisto del social Twitter da parte dell’uomo più ricco del mondo, e forse anche il più rivoluzionario del momento, Elon Musk (Fondatore di Tesla, Space X ecc). Ma l’operazione va correlata alle sue dichiarazioni passate quando, mostrando ancora una volta le sue attitudini appunto rivoluzionarie, aveva parlato chiaramente di “storture” presenti nei social a causa dei profili falsi e degli algoritmi utilizzati cioè, nello specifico, i processi con cui vengono proposti post e pubblicità sui social. Infatti ormai diversi studi hanno dimostrato quello che in fondo noi esperti già sapevamo, ovvero che i social usano le informazioni reperite sugli utenti per propinare i contenuti preferiti dagli stessi. Per questo, nonostante le oggettive difficoltà sia tecniche che economiche, parecchi analisti (tra i tanti citiamo i famosissimi Marco Camisani Calzolari e Marco Montemagno) concordano più o meno sul fatto che Musk difficilmente abbia voluto diventare da socio di minoranza a proprietario di Twitter senza pensare a una svolta epocale, come già altre volte si è visto riferendosi all’imprenditore.
Si parla quindi di impedire (e qui la difficoltà enorme dal punto di vista tecnico è palese) la creazione di account falsi e di rendere pubblico l’algoritmo citato prima, lasciando gli utenti liberi di decidere su cosa preferiscono, rinunciando anche a grosse somme provenienti dalle pubblicità. Infatti spesso si è parlato di una società comunque “malata” dai social, non solo per la loro pressione sul quotidiano grazie anche al loro utilizzo spesso eccessivo, ma soprattutto perché i social purtroppo ci danno solo l’illusione di essere “liberi” e con un accesso a ogni tipo di informazioni. Questo ci fa sentire sempre nel giusto quando ritroviamo più volte la stessa informazione classificandosi quindi come “affidabile”. Mentre invece i contenuti sono comunque “forzati” dalle nostre preferenze, che vengono captate e utilizzate per farci vedere quello che noi vogliamo vedere e che sostanzialmente ci piace. Ma forse si è veramente vicini a una svolta epocale del mondo social e delle informazioni».

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