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Cava de’ Tirreni: il Comune ha venduto 36 alloggi

Cava de’ Tirreni: il Comune ha venduto 36 alloggi. Ne parla Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

A più di un anno dall’avvio delle massicce attività di messa in vendita degli immobili comunali per far cassa e risanare gli equilibri economici di Palazzo di Città, arrivano i primi riscontri sulle alienazioni andate a buon fine. In queste ore, infatti, i tecnici sono al lavoro su una serie di accertamenti da prassi – in merito alle compravendite da formalizzare, relative soprattutto ai minialloggi che sono stati ceduti più di recente (solo dieci tra febbraio e marzo scorsi). L’elenco in realtà è molto più folto e comprende, dall’inizio del 2021 ad oggi, ben 36 proprietà comunali che sono state piazzate all’asta. Si tratta, per lo più, di appartamenti e minialloggi tra le frazioni di Passiano, Pregiato e San Cesareo, più qualche deposito, alcuni capannoni e dei locali adibiti ad ufficio per un totale di circa 3,5 milioni di euro. Il risultato sembra, dunque, in linea con quelle che erano state le previsioni iniziali dell’Amministrazione comunale che proprio sulla questione delle alienazioni aveva puntato i maggiori sforzi per poter recuperare parte delle cifre necessarie e rimpinguare quel disavanzo di bilancio, stimato intorno ai 40 milioni di euro, che era emerso dai rendiconti dell’ultimo settembre.

Ma l’obiettivo da raggiungere è ben più ampio: stando a quanto fatto sapere dal dirigente del settore competente, Antonino Attanasio , sono oltre 70 in tutto gli immobili che dovranno essere venduti nell’ambito del piano di alienazioni approvato dal Consiglio comunale. Ma la fetta di incasso più ampia prevista è rappresentata sicuramente dai capannoni abbandonati dell’ex “Cofima”. La procedura di messa in vendita dell’immobile che ha segnato drasticamente la politica cittadina degli ultimi dieci anni è partita lo scorso settembre e, una volta ceduto, dovrebbe permettere di recuperare almeno altri 4,78 milioni di euro. La stima iniziale era, però, di 5,3 milioni di euro ma dopo quattro gare andate deserte il Comune non ha potuto fare altro che abbassare il costo per tentare di intercettare, quanto prima, un soggetto interessato all’acquisto dell’immobile ormai abbandonato a se stesso da quando sono sfumati i programmi di realizzazione del nuovo ospedale.

L’ex “Cofima”, infatti, venne acquistata all’asta fallimentare nel 2010 dall’allora sindaco Marco Galdi con l’accensione di un mutuo che ancora oggi costa alle casse di Palazzo di Città circa 360mila euro all’anno. L’obiettivo era proprio quello di mettere su un nuovo e moderno polo ospedaliero. Erano poi scattate una serie di procedure giudiziarie relative a una presunta lottizzazione abusiva e risoltesi solo lo scorso agosto, che hanno permesso così al sindaco Vincenzo Servalli e al consiglio comunale di poter procedere finalmente alla messa in vendita dell’immobile i cui capannoni, nel frattempo, erano diventati un deposito di materiali comunali. Al momento, però, dopo quattro tentativi di asta andati deserti il Comune ha provveduto ad indire una quinta procedura per potersi liberare quanto prima dell’ex “Cofima”.

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