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Cancello di Tordigliano, facciamo chiarezza. La Grande Onda dice che è legittimo, ora la parola spetta agli arolesi. NOTA

Cancello di Tordigliano, facciamo chiarezza. Con questo post Serena Pane , che questa mattina abbiamo visto confrontandoci sulla questione , mette la parola fine da parte dell’associazione che si occupa di spiagge e accessi liberi sulla vicenda . La spiaggia si trova di fatto sulla Costiera amalfitana , anche se nel tratto del Comune di Vico Equense, venendo da Piano di Sorrento verso Positano e la Costa d’ Amalfi, si trova sulla destra un accesso utilizzato da decenni da tanti bagnanti e in particolare gli arolesi . Sotto la nostra nota .

Circa la legittimità del cancello installato in località Tordigliano, lungo la statale amalfitana, non vi sono dubbi.
Il cancello è legittimo in quanto autorizzato da un’ordinanza di interdizione per rischio idrogeologico, a tutela della pubblica incolumità, firmata lo scorso dicembre dal sindaco di Vico Equense Aiello e dal presidente del Parco Regionale dei Monti Lattari.
Il cancello è stato posto a chiusura di una proprietà privata. Difatti, la montagna a monte e a valle della statale fino al torrino sulla spiaggia (compresa la via d’accesso), per una estensione di circa 60 ettari, appartiene alla società Positano srl.
Inoltre, la spiaggia di Tordigliano è ufficialmente interdetta dal lontano 1997 per effetto dell’ordinanza della Capitaneria di Porto n.8 del 18.02.97.
Orbene, si può discutere sulla motivazione dell’ordinanza, sull’uso pubblico del sentiero (che va comunque dimostrato in quanto il sentiero non appartiene alla rete CAI), sull’assenso tacito dei proprietari al suo utilizzo fino ad oggi, su un ricorso giudiziario avverso l’ordinanza.

Sono i fatti che a noi interessa raccontare.
I titoloni acchiappalike li lasciamo ai giornali.
Le legittime opinioni ai cittadini.

Ps: nulla a che vedere con il cancello di Parco Lamaro che era completamente abusivo in quanto non godeva di alcuna autorizzazione comunale

 

Nota del direttore di Positanonews Avvocato Michele Cinque

Sono 40 anni che scrivo della Costiera amalfitana e Penisola Sorrentina , da sempre quella spiaggia è stata la spiaggia degli “arolesi”, per antichi sentieri, che partono da Monte Comune . Tanti progetti e tanti sogni, qualcuno ci ha parlato anche delle riunioni fatti alla mitica “Cantinella” della famiglia Porzio, dove si parlava di far gestire la spiaggia a una cooperativa, forse una delle tante promesse elettorali.

Positanonews come testata giornalistica ha sollevato il problema e manleviamo la Grande Onda da questa vicenda, come di tutte le associazioni, ci facciamo noi carico di questa questione, abbiamo sbagliato noi fraintendendo che si occupasse anche di questa spiaggia e di questo accesso quando hanno incontrato l’assessore al demanio di Vico, la G.O. Non è stato così e  questo intervento sembra una chiusura dell’argomento per loro, ed è una posizione legittima e rispettabile.

Noi di Positanonews vogliamo andare a fondo sulla vicenda, ma non per i like, quelli gli lasciam ad altri, siamo stati protagonisti di battaglie in prima persona, quando neanche c’era internet, fra queste quella per il passaggio di Remmese a Positano, manifestando con i cittadini , facendo azioni concrete, quindi abbiamo una storia vera non fatta di chiacchiere  . Nelle nostre battaglia abbiamo affrontate minacce, ritorsioni, anche denunce, e non ci siamo tirati indietro neanche su vicende dove era entrata la camorra nel nostro territorio, rimanendo da soli, salvo il WWF nella persona di Claudio d’ Esposito, che non si è mai tirato indietro.

La vicenda di Tordigliano non è una vicenda che riguarda la tutela dell’ambiente in senso stretto, ma una vicenda che rientra nell’ambito dei diritti o meno dei cittadini, se questi vogliono esercitare il loro diritto di uso pubblico devono farlo in prima persona noi li sosterremo, ma non possiamo sostituirci ad essi . Un giornale è attore sociale , non solo un media che fornisce informazioni e basta. Dal punto di vista idrogeologico possiamo dimostrare che quasi tutte le spiagge libere della Costiera amalfitana sono a rischio, per molte ci sono ordinanze non rispettate, anche della Capitaneria di Porto, da una parte di Salerno, dall’altra di Napoli, che tutti possono agevolmente consultare su internet.

Se la chiusura sia legittima o meno a stabilirlo devono essere gli enti competenti,  per questo noi  abbiam sentito e pubblicato l’atto che ci hanno fornito i proprietari. La chiusura non può e neanche deve essere temporanea, se vi sono dei problemi di rischio idrogeologici bisogna intervenire con una bonifica e consentire di nuovo il passaggio.

Come si fa a stabilire che  passaggio è pubblico? Che un passaggio sia pubblico non lo stabilisce il CAI,  che non ha valore di legge,  ne le cartine o google maps, bensì l’uso ultra decennale, che lo fa diventare tale. A questo punto, come è successo anni fa con le battaglie condotte dall’indimenticato Raffaele De Martino VEP a Positano, occorre che gli interessati, si attivino.

A Positano i pescatori fecero decine di atti notori per dichiarare che quella strada era un passaggio pubblico e solo così è stato riconosciuto tale. Grazie a quegli atti notori il Comune di Positano ha vinto il ricorso al Tar Campania e ora si dovrebbe solo ripristinare quel passaggio .

Se a Positano c’è stato un movimento di cittadini che si è mosso per vedersi riconosciuto un diritto ultra decennale a un passaggio pubblico, qui devono farlo gli interessati se ci sono , o costituirsi in associazione per potersi far riconoscere questo diritto.

Nelle more l’apposizione del cancello farebbe perdere questo diritto di passaggio acquisito negli anni , se vi è interesse da parte dei cittadini, i cittadini stessi si devono attivare.  Noi possiamo solo essere al fianco dei cittadini, non sostituirci ad essi. Altrimenti significa che le cose devono rimanere così e quel cancello rimarrà per sempre e a questo punto non possiamo non dar ragione ai proprietari.

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