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Amalfi, il giornalista Sigismondo Nastri: “25 Aprile, sempre e dovunque”

In occasione del 25 aprile riportiamo l’interessante scritto del giornalista di Amalfi Sigismondo Nastri: «25 aprile, 77° anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Esporrò il tricolore in ricordo di quel momento storico. E come omaggio ai martiri della Resistenza. Anche a coloro che, in buona fede, per un malinteso sentimento patriottico, si trovarono a combattere dalla parte sbagliata.
Non ha più senso dividerci, accapigliarci. La pacificazione nazionale, dopo tre quarti di secolo, dovrebbe essere un dato di fatto, condiviso. Non può essere condizionata da una frangia di esaltati, militanti in Forza nuova o in altri movimenti di estrema destra.
“Uno dei miracoli del periodo della Resistenza – cito Piero Calamandrei – fu la concordia fra partiti diversi, dai liberali ai comunisti, su un programma comune. Era un programma di battaglia: Via i fascisti! Via i tedeschi! Questo programma fu adempiuto. Ma il programma comune di pace fu fatto in un momento successivo. E fu la Costituzione”. Che è, e tale deve rimanere, la pietra d’angolo della nostra democrazia.
Io avevo dieci anni: gli eventi di allora, che seguivo alla radio, mi hanno segnato per tutta la vita. Per fortuna ad Amalfi e in Costiera non avvenne niente di particolarmente drammatico. Non ci fu Resistenza qui.
Quelli – non tutti – che avevano prima marciato in camicia nera e alzato il braccio per il saluto al duce si erano scoperti, già con lo sbarco degli alleati, antifascisti (compresi alcuni che s’erano fatti promotori, ad Amalfi, della petizione popolare per il conferimento della cittadinanza onoraria a Mussolini).
Penso che il ricordo di quella pagina della nostra storia, la Liberazione dal nazifascismo, debba essere tenuto vivo, come monito ai più giovani, affinché comprendano – anche e soprattutto alla luce dei fatti di oggi: vedi l’aggressione della Russia di Putin all’Ucraina – che lo stato democratico, nonostante le tante cose che ci fanno storcere il naso, va tutelato, rafforzato, difeso. Che per un popolo non c’è bene più grande della libertà».

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