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Vandali in azione a Cava de’ Tirreni: rubate le piante di ulivo nei pressi della Chiesa di Sant’Alfonso

Vandali in azione a Cava de’ Tirreni: rubate le piante di ulivo nei pressi della Chiesa di Sant’Alfonso. Ne parla Francesco Romanelli in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

Vandali in azione nei pressi della chiesa di Sant’Alfonso, nel popoloso quartiere di via Filangieri. L’atto teppistico si è verificato, secondo il parroco don Gioacchino Lanzillo , nella serata di venerdì. Sono stati sradicati dai grossi vasi davanti al luogo santo e portati via tutte le piante di ulivo che i fedeli donavano alla parrocchia e che don Gioacchino provvedeva a piantarle in appositi contenitori per decoro della chiesa. «Gli individui che hanno effettuato questo gesto – è l’atto d’accusa del parroco- hanno agito con calma e data l’ora tarda ed il freddo pungente, hanno approfittato dell’assenza di persone in giro per la città. I vandali hanno estirpato quasi chirurgicamente tutte le piante di ulivo con le radici che sicuramente saranno ripiantate in un altro luogo. Di questo ne sono certo. Le altre piante che non è stato agevole portare vie da questi malviventi sono state brutalmente vandalizzate: tagliuzzate e spezzate in più parti. Un vero e proprio sfregio. È rimasto conficcato nel terriccio solo una parte del gambo».

Una violenza incomprensibile, secondo il prelato. Una sorpresa amara per don Gioacchino allorchè è stato avvisato da alcuni fedeli di questo gesto di inciviltà. Il motivo del blitz dei vandali non è stato compreso. Così come ignota resta l’identità degli autori. «Per tutta la comunità parrocchiale quelle piante di ulivo – ha sottolineato don Gioacchino – erano simbolo di pace ma anche un segno di riconciliazione con il Signore». I rami delle piante più grandi venivano benedette e offerte ai fedeli durante la domenica delle Palme. C’è molta amarezza anche nei collaboratori di don Gioacchino che quotidianamente gli danno una mano a portare avanti il suo ministero. Neanche loro riescono a spiegarsi i motivi di questo improvvido gesto. «E’ trascorso un notevole lasso di tempo da quando si è verificato il fattaccionon si dà pace don Gioacchino- eppure ancora non riesco proprio a spiegarmi il perché ciò si sia verificato». Don Lanzillo, comunque, non vuole lasciarsi scivolare addosso quello che è successo. «Siccome le telecamere della chiesa – ha concluso – non coprono il luogo dove è stato commesso l’atto vandalico, stiamo tentando di reperire immagini registrate da qualche sistema di sicurezza che si trova in qualche fabbricato non lontano ». Don Gioacchino, nominato qualche anno fa direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi di Amalfi-Cava, il 23 novembre 2008 ha fatto ingresso come parroco di S. Alfonso. È nativo di Cetara ed è molto ben voluto. È un prete molto dinamico e sempre vicino alle esigenze dei suoi parrocchiani. Ha creato nell’ambito ecclesiastico anche un importante oratorio frequentato da tanti giovani del quartiere. Ha fondato, anche, la Ras station, una web Tv dell’Arcidiocesi di Amalfi – Cava, un punto di discussione e di dibattito al quale collaborano e partecipano tanti giovani. Per tutti questi motivi non si riesce a comprendere le motivazioni che hanno indotto questi vandali a compiere questo gesto che offende un’intera comunità.

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