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Sorrento, addio Carlo Di Leva. Il cordoglio sui social: “Artigiano umile, profonda umanità”

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Ieri la città di Sorrento ha ricevuto notizia della scomparsa di Carlo Di Leva, elettrauto ben noto tra i residenti, al punto che molti di loro l’hanno ricordato sui social e mandando messaggi d’affetto alla famiglia. Oggi, martedì 15 marzo alle ore 15.30, sono stati celebrati i funerali del tanto amato Carlo nella chiesa di Nostra Signora di Lourdes a Sorrento. Tra i tanti messaggi di cordoglio c’è anche quello di Antonino Siniscalchi, giornalista e docente, che ricorda Carlo come un artigiano umile, attento e meticoloso, preciso nella ricerca delle soluzioni più efficaci per alimentare l’accensione dei motori di auto e, soprattutto, di propulsori marini. Un lavoro, una passione, come vizio di famiglia, sulla scia del padre e del fratello maggiore – scrive Siniscalchi. La scomparsa di queste persone che, con la loro umiltà e generosità, nella evoluzione quotidiana della loro esistenza terrena, alimenta, inevitabilmente, un sorriso e un soffio di tristezza. Pensieri e ricordi che riaffiorano in un rapido flashback che ha caratterizzato l’Amicizia con Carlo Di Leva, l’”elettrauto” scomparso ieri, lasciando una scia serena e affettuosa della sua vita. Candele, bobine, batterie, spinterogeno e strumenti di accensione dei motori di auto e natanti, per Lui non avevano segreti. Carlo Di Leva, carattere silenzioso, ma concreto nel lavoro e nella quotidianità familiare, lasciava sfumare rari sorrisi, ma una profonda umanità. Ultimo figlio di Luigi e Concetta, una coppia che ha lasciato un ricordo indelebile del proprio itinerario di vita, scomparsi a pochissimi giorni l’una dall’altro, Carlo aveva condiviso l’unità familiare con i fratelli Antonino (il Comandante, autore di pregevoli pubblicazioni di storia sorrentina), Nello (compagno di lavoro nell’officina), Luisa, Palma e Umberto. Una Famiglia umile, laboriosa ed inserita con grande umanità nella realtà sorrentina, lontana da futili apparenze. Era l’ultimo nella discendenza ed è stato l’ultimo a lasciare questa terra. Un caro ricordo per me, lungo cinquant’anni, con un decennio almeno, di incontri quasi quotidiani. Un abbraccio alla Famiglia, alla moglie Maria, ai figli Luigi, Donatella Marlu Di Leva e Maurizio

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