Quantcast

Scabec sostituita da Campania Festival, gestiva eventi anche in Costa d’ Amalfi e Sorrento, ora cosa succederà?

Scabec sostituita da Campania Festival, gestiva eventi anche in Costa d’ Amalfi e Sorrento, sotto accusa l’ex presidente Bottiglieri , ora è la dottoressa Tartaglione,  ma ancora non si capisce cosa stia succedendo per l’ente che gestisce cultura e spettacoli, anche a Positano, Ravello e Capri, un ente molto presente nelle aree turistiche come la Costiera amalfitana e Penisola Sorrentina,  dal Governatore De Luca al momento nessun commento. Della trasformazione ne parla Il Mattino di Napoli a firma  di Giovanni Chianelli

Dopo aver praticamente dismesso, o almeno dimezzato la Scabec, con 12 licenziamenti che peraltro sono tuttora al vaglio della magistratura per irregolarità delle procedure di sfoltimento dell’organico, la Regione sembra puntare sulla Fondazione Campania dei Festival: trasferendo il grosso delle attività precedentemente gestite dalla società in house, per anni presieduta da Antonio Bottiglieri e ora da Assunta Tartaglione, all’ente con a capo Alessandro Barbano, nato per realizzare il «Campania Teatro Festival» ma adesso al centro della programmazione culturale napoletana e campana anche oltre il palcoscenico.
Sotto il nuovo cappello confluiranno la Fiera del libro, la manifestazione di musica classica nella Reggia di Caserta «Un’estate da re» e le celebrazioni per i 150 anni della nascita di Enrico Caruso; la fondazione Campania dei festival metterà un piede anche nell’anno da capitale della cultura di Procida, dopo aver tentato il colpaccio dell’estate, un concerto napoletano di Bob Dylan il 9 luglio, evento saltato solo perché quest’anno sua maestà Zimmermann non terrà date in Europa (forse se ne riparla per il 2023).

Le novità più grosse riguardano il Salone del libro. Dopo le prime 3 stagioni piuttosto travagliate, tra la ricerca della sede giusta e la pandemia, di «Napoli città libro», organizzato dall’associazione Liberarte che riuniva i tre editori Guida, Rogiosi e Polidoro, in sella è rimasto solo il primo. Nella delibera del piano strategico regionale della cultura 2022 sono assicurati 300.000 euro a una generica «Fiera del libro». Col nuovo nome e il nuovo direttore artistico ancora da definire, la manifestazione sarà comunque la continuazione dell’esperienza del Salone, ma parte degli eventi sarà distribuita sulle cinque province. Si terrà tra fine settembre e inizio ottobre, con ogni probabilità di nuovo al Palazzo Reale. Rogiosi e Polidoro dovranno accontentarsi della costola «Napoli città libro off», un programma permanente di presentazioni di volumi che inizia domani al teatro Diana con Alma che visse in fondo al mare (Polidoro) di Martin Rua.

Anche «Un’estate da re» sarà organizzato da Campania dei Festival. Era la manifestazione più rappresentativa di Scabec, nata dopo l’insediamento di Vincenzo De Luca a via Santa Lucia per sua espressa volontà. E si dice che fosse il fiore all’occhiello per il presidente che curava in prima persona la grafica; negli anni ha ospitato nomi come Ennio Morricone ed Ezio Bosso: il passaggio dalla Scabec alla Fondazione è dunque simbolico della fine di un periodo.

Caruso: le celebrazioni per la nascita del tenorissimo cadono nel 2023 dopo quelle per i cent’anni della nascita nel 2021, e la Regione sta curando un calendario di attività. E anche questo sarebbe affidato a Campania dei festival, che si occuperà, inoltre, della nascita di una scuola di formazione sulla musica napoletana intitolata a Caruso.

Poi c’è Procida. La Fondazione curerà una piccola parte della cerimonia di inaugurazione, prevista il 9 aprile; in più si sostituirà alla Scabec nel tradizionale ruolo di promozione degli eventi ideati dalla Regione.
Dal comitato organizzativo dell’isola per ora si parla solo delle produzione esecutiva di alcuni «task», ovvero alcune azioni, per la giornata di apertura che dovrebbe mantenersi nella struttura come previsto dal direttore artistico Agostino Riitano: una cerimonia di 8 ore con partenza dalla terraferma e l’arrivo a Procida dove saranno coinvolti i principali luoghi di attrazione, la Corricella, Terra murata, il porto di Marina grande, con una divisione della giornata in sei momenti, ognuno dedicato a una forma d’arte diversa. La novità è un’azione di videomapping, sempre alla Corricella. Alla Fondazione spetta la produzione di uno spettacolo (peraltro selezionato dal comitato organizzativo) e la proiezione dello slogan «La cultura non isola» sui monumenti simbolo della Campania: il Maschio Angioino, Castel Sant’Elmo, i templi di Paestum, la Reggia di Caserta, l’Arco di Traiano di Benevento e il castello Marchionale di Taurasi.

Commenti

Translate »