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Salerno , Tar aumentati i contenziosi . Gran lavoro nonostante il personale ridotto

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Salerno , Tar aumentati i contenziosi . Gran lavoro nonostante il personale ridotto La giustizia amministrativa è andata avanti nel 2020 e anche nel 2021 con grande impegno ed efficacia. Il ruolo del giudice amministrativo è stato determinante e, attraverso il sistema amministrativo telematico puro, siamo andati avanti con grande efficacia ed efficienza, senza fermarci mai”. Lo ha dichiarato Leonardo Pasanisi, presidente del Tar di Salerno, a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2022.

I dati
Pasanisi ha snocciolato alcuni dati: “Il contenzioso nel 2021 è aumentato rispetto al 2020, anno della crisi pandemica. Nell’ultimo anno c’è stata una forte ripresa, il numero dei ricorsi è aumentato del 15%, siamo arrivati quasi a 2000 nuovi. Ma la cosa importante è che siamo riusciti a far fronte non solo ai nuovi ricorsi ma anche alle pendenze esistenti a Salerno. Abbiamo ottenuto un abbattimento dell’arretrato del 22.3% presso il Tar Salerno. Questa riduzione pone la sezione staccata di Salerno ai vertici degli uffici giudiziari amministrativi d’Italia. La media nazionale di abbattimento si ferma all’8.5%, Salerno ha fatto tre volte di più della media nazionale”.

La carenza di personale
Un risultato ottenuto nonostante la scopertura del 40% in termini di personale: dei 16 magistrati previsti dalla pianta organica, Salerno ne ha a disposizione soltanto 10. Dal 1 gennaio, inoltre, è stata istituita la terza sezione che ha permesso di realizzare una divisione delle materie. “Abbiamo realizzato risultati straordinari”, ha aggiunto Pasanisi che ha rimarcato anche la “riduzione” ottenuta per i tempi di giudizio: “Le sospensive da noi vengono decise in 23 giorni e le decisioni definitive di merito vengono rese entro 69 giorni rispetto ad una media nazionale che è di 124 giorni”.

Angela Trocini sul Mattino di Napoli ha fatto una analisi dettagliata , presente anche il nostro Michele di Martino magistrato di Moiano di Vico Equense

Ecco i dati positivi . Una riduzione delle pendenze pari al 22,30%. È con grande soddisfazione che il presidente del Tar Salerno, Leonardo Pasanisi, snocciola un dato che colloca la sezione staccata al quarto posto in Italia nella speciale classifica dei Tribunali amministrativi relativamente all’abbattimento dell’arretrato: «Risultato che ci rende ancor più orgogliosi», continua il presidente in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2022, «se si considera la scopertura dell’organico magistratuale, nel 2021, pari al 40%» (10 magistrati rispetto ai 16 previsti). Carenza d’organico solo leggermente attenuata, in quest’anno, con una carenza di 3 magistrati pari al 20% dell’organico complessivo (il 15 ottobre 2021 hanno preso servizio altri 3 magistrati che, di prima nomina, hanno goduto nei primi tre mesi di servizio della riduzione dei due terzi del carico di lavoro ordinario), ma si spera che «tale lacuna possa essere al più presto colmata con i movimenti che saranno presumibilmente attuati per effetto del concorso a Referendario Tar in atto, anche se il vero auspicio è che si possa prevedere un consistente aumento dell’organico dei magistrati con l’istituzione di una quarta sezione interna».

I NUMERINella relazione presentata ieri mattina, si fa riferimento oltre alla diminuzione delle pendenze totali: al 31 dicembre 2020 le pendenze totali erano pari a 5.766 ricorsi di cui 1.589 ultraquinquennali e si è passati – al 31 dicembre 2021- a 4.481 ricorsi di cui 1.073 ultraquinquennali: le pendenze totali sono diminuite di 1285 ricorsi (la riduzione del 22,30%) mentre le pendenze ultraquinquennali sono diminute di 516 ricorsi (32,47%). Nel 2021 i ricorsi sopravvenuti sono stati di 1981 con un incremento del 15.1% rispetto all’anno precedente quando furono depositati 1721 ricorsi. Sempre nell’anno appena trascorso sono stati complessivamente definiti 3322 ricorsi rispetto ai 2376 del 2020 e sempre nel 2021 sono stati adottati 516 decreti decisori e sono state pubblicate in totale 2523 sentenze (2002 ordinarie e 521 brevi). Le sentenze appellate sono state 335 e 51 gli appelli accolti mentre 172 sono quelli pendenti. Risultati che il presidente Pasanisi ritiene «straordinari sia in termini assoluti, rispetto all’obiettivo del 10 per cento fissato dalla norma del consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, sia in termini relativi rispetto alla media nazionale degli altri uffici giudiziari amministrativi che si è fermata all’8,3 per cento». Importante anche il tempo medio di definizione dei ricorsi sceso a 104 giorni (108 nel 2020). E per l’anno in corso il Consiglio di presidenza ha approvato, per la sezione staccata di Salerno, un duplice programma di smaltimento dell’arretrato: uno relativo ai processi più vecchi (oltre cinque anni) e l’altro, per lo smaltimento dell’arretrato preso in considerazione dal Pnrr costituito dai ricorsi depositati entro il 31 dicembre 2019 e pendenti al 31 dicembre 2021, da attuarsi nei successivi due quadrimestri con ulteriori 14 udienze straordinarie. Per quanto riguarda il personale amministrativo, il presidente non riscontra criticità (complessivamente sono 21 le unità operative) tranne la carenza di due ausiliari (dei tre previsti, ne è presente uno solo). Dal 3 gennaio hanno preso servizio sette giovani funzionari (cinque amministrativi e due informatici) assunti per trenta mesi per effetto del Pnrr e destinati all’ufficio per il processo. Pasanisi non ha sottaciuto la penalizzazione della sezione staccata di Salerno (che ha competenza anche per Avellino) che «pur collocandosi al sesto posto nella graduatoria degli uffici giudiziari amministrativi più oberati d’Italia per numero di ricorsi depositati nell’anno, si trova all’ottavo posto per quanto riguarda la consistenza delle relative piante organiche». E non va sottaciuto, come riferito anche in precedenti relazioni, che Salerno, nelle dinamiche dei trasferimenti, rappresenta «fisiologicamente una sede di passaggio» con un periodo di permanenza dei magistrati non salernitani che non supera i due anni ritrovandosi ad affrontare continui ricambi di organico con innesti di magistrati di prima nomina.

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