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Ravello , Chi era Pantaleone Cioffi. Un ricordo di Francesco Di Lieto 

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Ravello, Costiera amalfitana  Chi era Pantaleone Cioffi. Un ricordo di Francesco Di Lieto

A Ravello tutti lo conoscevano e rappresentava quella categoria di persone esclusivamente dedito al lavoro e grazie a lui e molti altri della sua generazione che oggi possiamo ammirare le lunghe distese di limoneti che tanto arricchiscono le bellezze paesagistiche del nostro territorio.

Il caro Pantaleone che, purtroppo, rimase vedovo giovanissimo ha dimostrato il grande amore con la sua consorte e non ha mai cercato di trovare una compagna che comunque avrebbe potuto collaborarGli anche per la crescita e l’educazione dei suoi figli allora appena adolescenti.

Di Lui ricordo una escursione, in sua compagnia, la mia prima escursione al Monte Avvocata, circa 20 anni or sono, e mi dimostrò, in quella occasione, la grande devozione che aveva per la Madonna dell’Avvocata.

Ricordo che mi disse che aveva visto tanta gente, in precarie condizioni fisiche, raggiugevano, a suo avviso, grazie alla fede per la Madonna, il Santuario e che, anche Lui che non si sentiva in perfetta forma sarebbe stato premiato per la Sua grande fede e disse queste testuali parole: “a Maronn’ adda verè come madda aiutà”.

Grazie Pantaleone per gli insegnamenti che ci hai dato e io sono convinto che se il mondo fosse popolato da più persone come te, preferibilmente in posizioni di comando, avremmo un mondo più giusto e non assisteremmo a episodi così incresciosi come quelli che in questo momento stiamo attraversando.

Francesco Di Lieto

Nella foto Francesco Di Lieto

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