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Ravello: C’è un tempo per gridare e un tempo per zittire

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Salvatore Ulisse Di Palma, Capogruppo di "Ravello va oltre"

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Inopportunamente, da diverso tempo non abbiamo avuto la forza o forse meglio il coraggio di manifestare il nostro dissenso, la nostra rabbia su quanto dal lontano 2014, l’ Innominato andava concretizzando, fedele al pensiero folle di un ripristino di un Impero che la storia aveva cancellato e, che la contemporaneità aveva sancito nel rispetto degli intendimenti di uomini forti, di convinzioni, di libertà, di amore, di autodeterminazione.

L’ incendio nasce da una fiamma e si propaga e, a vederlo da lontano, non si mostra nella sua reale pericolosità, nella sua furia distruttrice.

La guerra, ancora adesso ci appare lontana, avvolti come siamo nella nostra quotidianità, nelle comodità dei nostri giorni, anche se provati dalla pandemia da COVID 19.

Eppure l’ incendio si propaga sempre più e, se ogni uomo non porterà la sua zolla di terra, il suo secchio d’acqua, lo spegnimento sarà impresa ardua e difficile da attuare nel tempo.

Sanzioni sì, ma anche e, soprattutto prese di posizioni che devono far capire che la guerra va rigettata sempre e comunque e, che tutti, proprio tutti, per la loro parte di competenza, devono contribuire ad indirizzare l’ opinione pubblica mondiale nel verso della Pace.

Sanzioni che colpiscono i magnati russi, grassi nella loro opulenza e, probabilmente affamatori dei loro stessi connazionali, che al posto del cuore hanno una pietra e che non sono minimamente scalfiti da lutti, dolori e distruzione.

Invece è da biasimare, sicuramente e, da condannare l’ intellettuale, l’ uomo di cultura, colui che con la propria forza creativa può e deve indirizzare, può e deve condizionare anche se non in maniera fisica lo scempio, l’ arroganza, il fanatismo, l’orrore della guerra.

Non prendo posizioni verso il direttore d’orchestra russo Valéry Gergiev che dovrebbe esibirsi alla prossima edizione del Festival di Ravello, perché lo ritengo di una spanna superiore all’ intelligenza media e, sono convinto che quanto prima dovrà parlare, dovrà dichiararsi, anche forse a favore di questi atteggiamenti ultimi, motivando una scelta, indicando prospettive, intendimenti e, non scegliere la via del silenzio che offende e non si confà ad un intellettuale colto e raffinato.

Dovrà parlare e, lo farà perché la musica è vita, perché la musica crea, affascina, unisce e non può essere il suo limbo, ma la strada catartica per la redenzione.

Ecco questo è il momento di parlare e di operare scelte, scelte che hanno fatto i firmatari del comparto sanitario russo, quando redigendo un documento firmato da migliaia di medici, infermieri e da altri operatori del settore, hanno con intelligenza motivato con raziocinio la loro scelta , bandendo la guerra e professandosi uomini liberi, costruttori di Pace, perché la loro missione, il loro credo, il loro impegno, non è discriminante e, al sofferente non chiederanno mai nazionalità o colore politico.

Una voce canta da sola e può disperdersi, dieci, cento, mille voci formano un coro ed il coro ha la forza di farsi ascoltare, ha la forza per indirizzare o raddrizzare intendimenti non presi a cuore leggero, ma sicuramente con fredda lucidità luciferina.

Medico ed amministratore comunale entro anch’io nel coro di diritto, da uomo libero, da portatore di Pace e, mi piace cogliere l’ appello del Consigliere comunale di Ravello Avv. Salvatore Di Martino che condivido in pieno ed anzi di più con un invito ad aprire il Ravello Festival 2022, con la presenza di un’ orchestra Ucraina, anzi al di là del programmato, come fuori programma e, quanto prima l’ invito pressante a contattare musicisti Ucraini, perché la registrazione del concerto possa essere irradiata e trasmessa in tutto il mondo.

Ravello è Città della Musica non solo per le eccellenti esecuzioni, ma per lo spirito che anima gli esecutori e gli autori come momento di fraternità, di rispetto, di Pace.

Ravello , il mio auspicio che possa diventare da Città della Musica anche Città della Pace, traslata nel pentagramma ed incisa nei cuori delle giovani generazioni.

Ps: da militante amministratore l’ invito affettuoso e sentito a che i mille e mille Consigli comunali della Campania e d’ Italia, si riuniscano in seduta straordinaria per offrire contributi di idee che siano carburante per la Pace .

Dr. Salvatore Ulisse di Palma
Consigliere comunale di Ravello – gruppo ” Ravello va’ OLTRE “

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