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Positano: si unisce alla richiesta di Roma di più potere per i comuni balneari

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Positano: si unisce alla richiesta di Roma di più potere per i comuni balneari

I sindaci delle maggiori città balneari chiedono al governo uno status giuridico ad hoc con l’obiettivo di ottenere nuovi strumenti amministrativi e insieme risorse adeguate per affrontare i momenti di picco del turismo, quando nei loro territori i servizi pubblici vanno in sofferenza per effetto dell’abnorme crescita della popolazione. Notizia trattata da Il Mattino, che tocca in prima persona anche la perla della Costiera Amalfitana: la nostra Positano. Ieri la coordinatrice del network G20 Spiagge, la sindaca Roberta Nesto di Cavallino Treporti in Veneto, ha incontrato la presidente della Commissione Attività produttive della Camera, Martina Nardi. «Ci ha ascoltato e offerto la sua disponibilità ad avviare il percorso parlamentare», ha detto la sindaca.
I primi cittadini dei 26 principali comuni balneari aderenti al network si sono riuniti ieri a Roma per far valere le loro ragioni. Si è parlato di sicurezza, sanità, trasporti, fiscalità, gestione dei rifiuti e non solo. Chiedono uno status giuridico sulla falsariga di quello riservato alle comunità montane. Prima però vanno individuati i parametri sulla base dei quali stabilire se una città rientra tra le località balneari che hanno diritto a questa particolare condizione. Nel dettaglio, questa tipologia di centri si contraddistingue per avere un numero ridotto di residenti (mediamente meno di 15mila) e una elevata presenza turistica stagionale (arrivano a ospitare fino a 6 milioni di presenze turistiche nell’arco di pochi mesi). Il sindaco di Taormina, Mario Bolognari, ha ha fatto qualche esempio delle situazioni particolari che si trova ad affrontare un sindaco di frontiera. «Gli organici dei nostri ospedali -ha detto – sono gli stessi sia in inverno che in estate, quando abbiamo più incidenti e più bisogno di assistenza medico-sanitaria». Come se ne esce? Per esempio, sul fronte delle risorse, liberando una parte di quelle generate dall’imposta di soggiorno: oggi possono essere spese solo per progetti turistici, mentre potrebbero essere utilizzate per migliorare l’illuminazione urbana o riparare le strade, spiegano i primi cittadini. Al summit è intervenuto anche l’avvocato Bruno Barel, socio fondatore dello Studio BM&A. «Dare uno status giuridico ad hoc alle città balneari non creerà situazioni di privilegio – ha sottolineato Barel – il riconoscimento sulla base di dati oggettivi della diversità di alcuni centri e della necessità di riservare loro trattamenti adeguati evita discriminazioni e rispetta un principio di uguaglianza».

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