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Positano, in questa prima domenica di Quaresima il simbolismo della barca: “Bisogna remare tutti insieme”

Positano. La messa mattutina celebrata nella Parrocchia di Santa Maria Assunta ha messo al centro del messaggio il simbolismo della barca e della necessità di remare tutti insieme per affrontare le onde della vita.
Ogni bambino ha scritto su un foglietto a forma di remo una frase (del Vangelo, di un canto, personale) che potrebbe aiutare un compagno in difficoltà che non ha più la forza di remare da solo, un’esortazione da leggere nei momenti in cui siamo in alto mare e si imbarca acqua. Non siamo naviganti solitari ma si rema tutti insieme.
I remi sono stati poi appesi alla vela della barca posta sull’altare centrale.
“Gesù, nostro Maestro, tu sei qui al largo e guardi le nostre barche vuote ormeggiate alla sponda. Hai scelto una semplice barca invece di un pulpito per parlare alla gente. Qui c’è una folla immensa che ha bisogno di te. Tu vuoi entrare nella nostra barca per riempirla di te e poi anche di una gran quantità di uomini che ci vuoi affidare. Signore Gesù, non vedi che siamo peccatori delusi di noi e degli altri perché stiamo sempre a faticare invano? A te non importa, ci chiami per nome e ci inviti a seguirti”.
Il Signore ci chiama per nome, conosce il nome di ognuno di noi, conosce la nostra storia, entra nella nostra storia, entra nella nostra vita sempre con tanta delicatezza.
Chi trova una conchiglia istintivamente la porta all’orecchio per sentire la voce del mare. Così anche noi nel Vangelo ascoltiamo la voce di Dio che ci chiama per nome e ci chiede di mettere in mare la nostra barca per essere anche noi pescatori di uomini.
La comunità dei discepoli nasce dopo essere stati chiamati per nome ed accompagnerà sempre Gesù fino a quella che poteva sembrare la fine. Un gruppo eterogeneo di persone semplici.
Anche noi siamo stati scelti per accompagnare o, meglio, per essere accompagnati dal Signore in questa vita e come i dodici quella sera ogni giovedì santo, ogni domenica, rinnoviamo nell’Eucarestia il nostro essere suoi discepoli.
Una barca attraversa di notte il lago di Galilea ma manca un passeggero importante e le onde si fanno sempre più minacciose. Affidiamo a Gesù la nostra vita, il mare in cui navighiamo, a volte calmo, a volte agitato. Affidiamo a Gesù noi stessi, la nostra barca, i nostri progetti con la consapevolezza che lui è sempre vicino a noi pronto ad aiutarci.
E’ bello andare per mare con una meta da raggiungere. Quante volte invece nella nostra vita non abbiamo saputo dove andare, cosa fare, chi cercare. Ci mancava qualcosa a cui affidarci, come quando in mare ci si lascia trasportare dalla brezza e dalle onde. Anche nella vita di ogni giorno è indispensabile lasciarsi aiutare, magari dall’esempio di quelli che già vivono e testimoniano nella propria vita. Sono forse eroi questi? Remare insieme agli altri significa fare gioco di squadra, fidarsi ed aiutare, consolare e lasciarsi consolare, esserci dove l’altro può mancare, svolgendo con amore le semplici azioni di ogni giorno insieme alle persone che la vita ci mette di fronte ed accanto. A volte può bastare anche la parola di un amico, una mano tesa verso di noi per farci tornare a galla.

Positano, in questa prima domenica di Quaresima il simbolismo della barca: “ Bisogna remare tutti insieme”

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