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Massa Lubrense, Lello Staiano ricorda la storia del Carnevale a Termini

Massa Lubrense. Lello Staiano: «Oggi è una giornata di festa, ma si può dire che si festeggi a metà. Il Carnevale era (ed è tuttora) una festa di passaggio, segnava con la sua allegria e la sua carica folcloristica l’approssimarsi della Pasqua. Per noi massesi, ma anche per gli abitanti della Penisola Sorrentina, festeggiare il Carnevale voleva dire recarsi a Termini, aspettare con trepidazione e con il sorriso stampato sulle labbra il passaggio dei meravigliosi carri allegorici. Un inno al divertimento che legava gli adulti ai bambini, uniti in un ideale sorriso. La kermesse di Termini, per chi non lo sapesse, nacque nel 1983, a dieci anni esatti dalla terribile frana di Mitigliano, che aveva strappato a questa vita due intere famiglie. Organizzare una festa di Carnevale, voleva dire, per i giovani terminesi, tornare al sorriso, dopo una tragedia tanto grande e tanto dolorosa. Così, anno dopo anno, la festa crebbe sempre di più, tra maschere e carri allegorici, fino alle ultime edizioni pre-covid, quelle che univano non solo un’intera frazione, ma creavano un’ideale ponte che legava l’intera Penisola Sorrentina. Allora, mentre iniziamo ad intravedere una via d’uscita da questo maledetto tempo di pandemia, incrociamo le dita. Forse l’anno prossimo, se la Provvidenza ci assisterà, vedremo nuovamente i carri allegorici di Termini. Intanto, possiamo sognare a occhi aperti. A Carnevale tutto è permesso, pure sognare. Magari le risate dei bambini ci accompagneranno ad un domani di gioia e di pace, chissà se questo Carnevale possa regalarci la fine della guerra russo-ucraina. Sarebbe bello se tutto ciò fosse uno scherzo, perché una risata può sconfiggere il peggiore dei nostri nemici».

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