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Le centinaia di guerre nel mondo di cui nessuno parla

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Sono in corso centinaia di guerre in tutto il mondo ormai da anni, eppure al centro dell’attenzione è finito soltanto il conflitto tra Russia e Ucraina. Forse perché l’Italia e l’Europa la vedono come una guerra insolitamente vicina? O perché le infiltrazioni dei partiti politici nei meccanismi statali e mediatici hanno portato a mascherare le lotte che nel resto del globo mietono quotidianamente centinaia di vittime?

La fruibilità della tragedia

Quando si sente parlare della mobilitazione dell’esercito russo e di Vladimir Putin tutto il mondo trema. Si tratta di una delle potenze nucleari e militari più forti di sempre. Proprio a causa di questa elevata attitudine ad essere mediatizzato, dunque, il conflitto Russia-Ucraina padroneggia le scalette e i trend topic di radio, tv, giornali e social network. E’ incredibilmente semplice poter fruire dei contenuti di questa guerra, che a volte basta scrollare la home di Instagram, Facebook o persino TikTok per imbattersi in contenuti mediali che raccontano la guerra.

Conflitti in Asia: oltre 300 morti al mese

In Asia il conflitto più pericoloso, di cui si parla davvero poco, è quello in Siria. 333 persone sono state uccise solo a febbraio nella guerra civile in corso da circa 11 anni. Lo riferisce l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui nel bilancio si contano 161 vittime civili, di cui 34 tra bambini e adolescenti e 11 donne.

Camerun in lotta per l’indipendenza

In Africa, giorno dopo giorno, sta diventando sempre più seria la situazione in Camerun. Nella regione anglofona (a sudovest e nordovest del Camerun) sono all’ordine del giorno gli scontri fra le forze armate dello Stato centrale, francofono, e quelle separatiste, che combattono per l’indipendenza della regione. Una situazione conosciuta come Crisi Anglofona, o Guerra dell’Ambazonia, così come gli indipendentisti hanno ribattezzato il territorio che ospita il 20% della popolazione camerunese, di retaggio britannico.

Lo sciacallaggio politico

Nel clima disastroso che un mondo in guerra si ritrova ad affrontare, spesso bisogna tener conto anche di chi mette in atto interventi propagandistici per risalire le proprie gerarchie politiche. Alla domanda – già di per sé discutibile –  “Se c’è una donna africana che scappa dall’Ucraina la devono accogliere o no?”, una deputata della Lega Nord, Susanna Ceccardi, ha replicato: “Bisogna vedere se scappa veramente dall’Ucraina. Non è facile stabilirlo, altrimenti diventa un viatico per tutti quelli che scappano dall’Africa“.

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Susanna Ceccardi

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