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Kirill aveva appena 18 mesi. È morto sotto le bombe, in un ospedale senza elettricità, nella guerra in Ucraina

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    Kirill aveva appena 18 mesi. È morto sotto le bombe, in un ospedale senza elettricità, nella guerra in Ucraina. Questo è l’incipit dell’articolo del collega del Riformista Antonio Lamorte che riporta la vicenda . È successo a Mariupol, città portuale, affacciate sul Mare d’Azov e assediata da giorni: rappresenta un centro strategico e simbolico; la sua conquista da parte di Mosca rappresenterebbe la congiunzione territoriale tra il territorio della penisola di Crimea annessa dalla Russia nel 2014 e sedicenti e filorusse Repubbliche del Donbass, autoproclamate nello stesso 2014. E di mezzo a tutto questo, alla diplomazia che ha fallito, alle trattative senza soluzione, ai proclami e alla propaganda, ai negoziati che saltano e anche quando si tengono non risolvono niente, all’invasione lanciata da Vladimir Putin ormai 11 giorni fa: ci è andato Kirill.

    Il padre lo ha portato di corsa in ospedale, la coperta blu macchiata di sangue. Non c’era né elettricità né riscaldamento: i medici lo hanno esaminato con gli smartphone. Per il neonato non c’è stato niente da fare. Le fotografie di Kirill, della madre Marina e del padre Fedor disperati sono state scattate dall’Associated Press. A Mariupol ieri sono fallite le evacuazioni nonostante gli accordi annunciati in mattinata tra Russia e Ucraina. La tregua non è mai cominciata, Kiev ha accusato Mosca di bombardare. Dovevano uscire 200mila persone – chissà se Kirill era tra queste. L’evacuazione è stata annunciata per stamattina, a partire dalle 11:00 locali, le 10:00 italiane. Mariupol ormai è una città martire del conflitto: mancano da giorni acqua, luce, connessione a internet. Penuria anche di cibo e medicinali.

    A Mariupol due giorni fa era morto a causa della guerra un ragazzo di 16 anni, mentre giocava a calcio. La foto del padre che lo piangeva in ospedale hanno fatto il giro del mondo. Così come quella di Polina: morta a 10 anni mentre con la famiglia scappava dal Paese in guerra. L’automobile è stata crivellata, secondo i media da un gruppo di “sabotatori russi”, di colpi e per lei e i genitori non c’è stato niente da fare. Qualche giorno dopo è morto anche il fratellino, 5 anni, Semyon.

    La guerra in Ucraina non risparmia i bambini. Decine di migliaia sono in fuga con le famiglie. Secondo la consigliera del presidente per i diritti dei bambini Daria Herasymchuk 28 bambini, a venerdì, erano stati uccisi e 64 feriti in otto giorni di conflitto. Almeno 1,5 milioni di bambini attualmente sarebbero bloccati nelle aree dei combattimenti. Reparti di maternità interi sono stati trasferiti in Ucraina nei sotterranei delle città.

    Secondo l’intelligence britannica, contro la resistenza ucraina la Russia usa tattiche già sperimentate in Siria e in Cecenia: le forze armate attaccano aree abitate con bombardamenti aerei e terrestri usando “sia munizioni aeree che terrestri”. Il tweet dell’intelligence citava località sotto pesanti combattimenti negli ultimi giorni come Kharkiv, Chernihiv e Mariupol. “Mostralo a Putin”, ha detto uno dei medici al fotografo dell’Associated Press che ha scattato le foto della tragedia di Kirill.

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