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Il Parlamento Europeo approva la mozione: l’Unione conceda lo status di candidato all’Ucraina

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Il Parlamento Europeo approva la mozione: l’Unione conceda lo status di candidato all’Ucraina. Via libera dal Parlamento europeo alla relazione sull’Ucraina, discussa oggi durante la sessione straordinaria dell’assemblea. Nel testo, approvato con 637 voti a favore 13 contrari e 26 astenuti, il Parlamento chiede alle istituzioni dell’Unione che “si adoperino per concedere all’Ucraina lo status di paese candidato all’adesione all’Ue“, e che tale procedura sia “in linea con l’articolo 49 del trattato sull’Unione europea e sulla base del merito”. Tra i contrari diversi europutati del gruppo de La Sinistra e l’ex eurodeputata della Lega – con posizioni no vax – Francesca Donato.

Cosa stabilisce l’articolo 49

“Ogni Stato europeo che rispetti i valori di cui all’articolo 2 e si impegni a promuoverli può domandare di diventare membro dell’Unione”, il riferimento è ad uno dei capisaldi fondativi dell’Unione Europea, e cioè l’articolo 2 che sancisce che l’unione stessa “si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini.”

Il Parlamento ha votato a larghissima maggioranza anche la risoluzione di condanna all’aggressione russa e di vicinanza all’Ucraina, che dunque contiene anche l’impegno a concedere al paese lo status di “paese candidato all’adesione alla Ue”. L’assemblea inoltre chiede “sanzioni più severe contro la Russia” e intima al Cremlino di “porre fine immediatamente a tutte le attività militari in Ucraina”.

“Ucraina non ha armi nucleari”

Nel documento approvato inoltre gli eurodeputati “respingono categoricamente la retorica russa che fa riferimento al possibile ricorso ad armi di distruzione di massa”, ricordando “alla Federazione russa i suoi obblighi internazionali” e mettendo in guardia “dai pericoli di un’escalation nucleare del conflitto”.

Le nuove sanzioni

Nel testo, infine, si chiede “che siano limitate le importazioni delle più importanti merci, tra cui petrolio e gas, che siano vietati nuovi investimenti Ue nella Federazione russa”. Presente nella relazione anche la richiesta di blocco dell’accesso di tutte le banche russe al sistema finanziario europeo, nonché la loro esclusione dal sistema bancario Swift.

Fonte Rainews

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