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Costiera amalfitana fragile: e i miliardi dal Pnrr per il dissesto idrogeologico?

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La storia geologica della costiera amalfitana parla di un territorio che si sgretola e ci insegna tanto sui problemi che attanagliano questo territorio. Tra queste storie ricordiamo le più recenti come la frana a Furore che blocca il transito veicolare o la frana ad Amalfi che ha distrutto un’intero tratto della SS 163 amalfitana poi ricostruito. A questo punto una domanda sorge spontanea: perché non mettere mano ai fondi del Pnrr per risolvere, o quanto meno provare a risolvere, il problema idrogeologico della costa più bella al mondo?

A cosa serve il Pnrr?

Il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è il documento che il governo italiano ha predisposto per illustrare alla commissione europea come il nostro paese intende investire i fondi che arriveranno nell’ambito del programma Next generation Eu. A palazzo Chigi invece una cabina di regia che assume il compito di monitorare l’avanzamento del piano, proporre l’eventuale attivazione dei poteri sostitutivi e le modifiche normative necessarie per l’attuazione del piano.

Pnrr per il rischio idrogeologico

Uno degli ambiti di intervento del Pnrr è mirato a prevenire e contrastare gli effetti del cambiamento climatico sui fenomeni di dissesto idrogeologico e sulla vulnerabilità del territorio. Uno degli elementi chiave di questo ambito è l’investimento 2.1 che prevede 2,49 miliardi di euro per la gestione del rischio di alluvione e per la riduzione del rischio idrogeologico.

 

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