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Covid e glicemia, boom di casi di diabete fra Piano di Sorrento e Massa Lubrense

Covid e glicemia, boom di casi di diabete fra Piano di Sorrento e Massa Lubrense . Parlando con la gente, come dovrebbe fare chiunque comunica o si occupi di sociale, emergono delle problematiche , diversi ci hanno segnalati un aumento dei diabetici e un aumento del diabete fra chi ha avuto il coronavirus Covid – 19, qualcuno lo ha attribuito alla terza dose del vaccino, una cosa che riportiamo con il beneficio di inventario, in realtà molti hanno preso il Covid e non lo sapevano, ma pare che, quello che abbiamo sentito in Penisola sorrentina e amalfitana, area di cui ci occupiamo, sia scientificamente provato che chi è affetto da diabete corre più rischi se si becca l’infezione da coronavirus, ma prendere il Covid moltiplica le possibilità di diventare diabetici. E se il primo dato era stato riscontrato fin dal primissimo arrivo del virus, la seconda valutazione risale a poche settimane fa. A rivelarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Diabetologia (il giornale della European association for the study of diabetes), e condotto da Wolfgang Rathmann e Oliver Kuss del tedesco Diabetes center dell’università Heinrich Heine a Dusseldorf. Anche se viene preso in forma lieve, dopo il Covid il rischio di ammalarsi di diabete è maggiore rispetto al rischio che si ha dopo un’altra infezione delle vie respiratorie diversa da quella da Sars-Cov-2.
Gli esperti hanno esaminato un campione di quasi 36000 individui, tutti risultati positivi al Covid e seguiti in quasi 1200 presidi sanitari. I pazienti sono stati confrontati con un analogo gruppo, simile per età, sesso e altre caratteristiche o fattori di rischio per il diabete (come l’obesità, per esempio) che si sono ammalati di altre infezioni delle vie respiratorie diverse dal Covid. A 30 giorni dalla risoluzione delle infezioni i guariti dal Covid hanno un rischio di ammalarsi di diabete del 28 per cento in più rispetto a coloro che hanno avuto altre infezioni.
L’ipotesi, come riporta Il Mattino, è che il coronavirus influenzi le cellule pancreatiche deputate a produrre l’ormone insulina, causandone un malfunzionamento e conseguentemente, provocando una condizione di iperglicemia e di resistenza all’insulina che aprono le porte lo sviluppo del diabete. E ora bisognerà capire se il diabete è destinato a rimanere nel tempo, diventando così parte di quel complesso di patologie e problematiche che viene definito long-Covid. Secondo Agostino Consoli, presidente della Società italiana di diabetologia, il dato che emerge dallo studio «è senza dubbio interessante, ma non dobbiamo trattarlo come una verità assoluta. Dobbiamo, però, essere consapevoli della correlazione tra Covid e diabete e agire di conseguenza». Consoli si riferisce anche al fatto che chi ha il diabete rischia seriamente di sviluppare il Covid in maniera grave. Già due anni fa, nel marzo del 2020, veniva pubblicato il primo articolo che mostrava come le persone affette da diabete presentassero una probabilità raddoppiata di morte da Covid. Ed è certo l’imponente effetto negativo esercitato dal diabete sulla probabilità che un soggetto positivo necessiti di ricovero, di terapia intensiva e soccomba al virus. «Questo deve indurre i soggetti diabetici a un’attenta valutazione della glicemia, in caso di infezione. La progressiva uscita dall’emergenza non deve far abbassare la guardia», continua Consoli. Peraltro, è di pochi giorni fa il via libera da parte dell’Istituto superiore di sanità alle nuove Linee guida sulla terapia del diabete mellito di tipo 1, nelle quali viene chiarito che per le persone con diabete mellito di tipo 1 scompensato o con ipoglicemie severe si raccomanda l’utilizzo di sistemi di monitoraggio del glucosio in continuo real-time, e che siano da preferire sistemi di microinfusione dell’insulina rispetto alla terapia standard con iniezioni sottocutanee.

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