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Cava de’ Tirreni, la storia di Natalia: «Al fronte per salvare i miei familiari»

Cava de’ Tirreni, la storia di Natalia: «Al fronte per salvare i miei familiari». Ne parla Francesco Romanelli in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

Una storia di guerra che si è conclusa, per fortuna, nel migliore dei modi. I protagonisti sono Natalia Barabash, originaria della città ucraina di Kharkiv, il marito che è cavese e la cognata con suo figlio. Mentre imperversavano gli eventi bellici nella sua città di origine ha ricevuto una richiesta di aiuto. La cognata di Natalia ed il figlio, per sfuggire alla guerra, avevano raggiunto una località al confine della Polonia. Qui stavano aspettando Natalia ed il marito per venire nella città metelliana e scampare ai pericoli della guerra. «Siamo stati fortunati racconta Natalia – a trovare due posti disponibili, sabato scorso, su un aereo che da Bari ci ha portato fino a Varsavia». Appena giunti in Polonia con mezzi di fortuna, Natalia ed il marito hanno raggiunto il luogo al confine della Ucraina dove la cognata ed il nipotino li stavano aspettando. «Nel raggiungere questa località spiega la donna che non posso menzionare per ragioni di sicurezza, abbiamo incontrato sul tragitto numerose colonne di mezzi militari. Dopo qualche ora, finalmente, abbiamo potuto abbracciare i nostri cari. Ci è stato consigliato di ripartire subito per evitare ulteriori pericoli. Sentivamo, infatti, in lontananza le esplosioni e le sirene antiaeree».

Lunghe le file dei profughi che si apprestavano a superare il confine con la Polonia. «Abbiamo visto scene che spezzano il cuore – continua – . Molti padri di famiglia accompagnavano le mogli, i figli e le persone anziane al confine e poi ritornavano nei luoghi di origine per combattere e contrastare l’avanzata del nemico russo. Abbiamo ricevuto una grande accoglienza dal popolo polacco che si è mostrato molto solidale con noi – prosegue Natalia – ci siamo potuto rifocillare in un’area adibita proprio all’accoglienza dei profughi. Ma non solo. In questi luoghi si possono attendere anche amici e parenti che arrivano dal confine. Qui alcuni volontari lavorano ininterrottamente senza una pausa e si adoperano per trovare appartamenti dove poter alloggiare e consumare anche un pasto caldo. Questi luoghi sono adibiti anche a terminal di autobus che durante tutta la giornata conducono al sicuro tanti profughi. Naturalmente è tutto gratis, non bisogna pagare nulla. La Polonia è una grandissima nazione. Ci hanno dato ogni supporto possibile in questi tristi momenti di guerra».

Al momento solo la cognata ed il nipotino hanno potuto abbandonare Kharkiv. Natalia non nasconde la sua preoccupazione. «I miei genitori al momento sono in buona salute così come anche tanti altri miei parenti. Ma certamente non si può stare tranquilli per i continui attacchi dell’esercito russo e per le bombe che vengono sganciate sulla città in ogni ora del giorno, seminando terrore e distruzione». Natalia ed i suoi congiunti, intanto, sono sulla via del ritorno nella città metelliana. La “spedizione” nei territori di guerra ha avuto un esito positivo: è riuscita a portare in salvo parte della sua famiglia. «Per fortuna stanno bene conclude la donna – dopo giorni di apprensione. Il mio pensiero in questo momento va a tutti i miei connazionali che stanno combattendo una guerra assurda».

Natalia con il marito ed i suoi congiunti giungerà tra poche ore a Cava ma difficilmente dimenticherà gli orrori della guerra. Intanto in città proseguono le attività di aiuto al popolo ucraino. Da oggi fino al 5 marzo il Comune ha organizzato una raccolta di farmaci.

I volontari saranno presenti all’entrata delle farmacie. I generi di prima necessità potranno essere consegnati al punto di raccolta “Sapori di Ucraina” di viale Marconi. Le provviste raccolte saranno inviate all’ambasciata di Napoli che provvederà a spedirli in Ucraina grazie anche alla collaborazione della Croce Rossa Italiana.

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