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Castellammare, il “Corrierino” : Denunciati i due operatori ripresi

Castellammare di Stabia ( Napoli ) . Come scrive il Corrierino , informato sito stabiese di informazione che per primo ha sollevato la vicenda e parlato di un possibile ricatto ( è uno dei pochi giornali che è in possesso di lettera e chiavetta che  ha pubblicato ricostruendola e abbiamo ripreso ) vicenda che dalla Campania sta facendo il giro d’ Italia gettando ingiuste ombre sulla struttura sanitaria , visto che il fatto è di tre anni fa , Medico e infermiera denunciati per truffa e atti osceni in luogo pubblico. È la denuncia partita dall’Asl Na3 nei confronti dei due operatori sanitari ripresi in video mentre facevano sesso in pronto soccorso a Castellammare.

Denuncia contro ignoti alla magistratura per scoprire chi ha installato le telecamere nascoste in una stanza dell’ospedale San Leonardo per riprendere i due dipendenti che facevano sesso.

Gennaro Sosto, direttore generale dell’Asl Na 3 Sud, è intervenuto in merito allo scandalo hot all’ospedale San Leonardo di Castellammare.

La decisione in una riunione avvenuta oggi pomeriggio tra i vertici dell’Asl.

Spiega il direttore Sosto: “Io ho avuto modo di avere questi file e le date sono di tre anni fa. Questo mi fa pensare che c’è un’azione di ritorsione verso delle persone. C’è una parte etica e un’altra giudiziaria della vicenda”.

Poi ha aggiunto. “La situazione è difficile per noi ed è lesiva per la nostra immagine. Soprattutto dopo gli sforzi dei sanitari dopo questi due anni. L’indagine è interna, ma per cautela faremo anche un esposto in Procura. Non erano stanze di degenza, ma dobbiamo approfondire”.

Per l’Asl il reato di truffa nasce dall’essersi intrattenuti in una relazione sessuale durante l’orario di lavoro.

Aggiunge Sosto: “Abbiamo ricevuto la missiva nel fine settimana. Noi avvieremo un’azione anche di denuncia, perché c’è da chiedersi quella telecamera come fosse lì. Mi sento di condannare sia questo che quello che hanno fatto i dipendenti. E’ strumentale anche verso la struttura sanitaria”.

Fonte Il Corrierino

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