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Castellammare di Stabia: il San Leonardo senza infermieri

Castellammare di Stabia: il San Leonardo senza infermieri. Ne parla Fiorangela d’Amora in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Quattro infermieri su dieci e tre operatori socio sanitari su sei. Questi erano i numeri del personale in servizio ieri all’interno del pronto soccorso del San Leonardo. Livelli di assistenza ridotti all’osso e tensione tra i dipendenti. Il più grande reparto di emergenza a sud di Napoli nell’ambito della Asl 3 vive ancora una volta stravolgimenti e difficoltà. La causa è da ricollegarsi alla decisione aziendale di non confermare i circa mille precari, assunti durante la pandemia, e che a partire dal 31 marzo prossimo saranno esclusi da ospedali e uffici. La decisione aveva scatenato le proteste dei precari: domani nuovo incontro presso la direzione sanitaria, ma intanto c’è da gestire l’ordinario.

LA VERTENZA «Bisogna ripristinare un sistema assistenziale che non si può slegare dalla presenza dei precari – spiega Carmine Esposito della Uil – Sono risorse che andrebbero reinvestite, invece qui si sottrae non capendo che già offriamo un’offerta ridotta all’osso». A causa della pandemia nell’intera azienda sanitaria i posti disponibili per i ricoveri sono appena 400, un numero che ora dovrebbe poter aumentare, ma la coperta è sempre corta e senza personale è un progetto quasi inavvicinabile. «Lunedì saremo nuovamente alla direzione dell’Asl, ma il problema è politico. La Regione deve capire che c’è da pesare bene l’assistenza. Oggi abbiamo liste d’attesa lunghissime per interventi standard che vanno dall’ortopedia, alla chirurgia. In questo quadro le risorse economiche devono poter uscire».
Sebbene i primi contratti scadano il 31 marzo, a Castellammare come negli altri ospedali le difficoltà ci sono già perché il personale è obbligato a consumare le ferie prima della scadenza. Così già in questi giorni i 16 precari che si trovavano in servizio nel pronto soccorso stabiese, tra infermieri e operatori socio sanitari, non vengono inseriti nei turni. Il caso di ieri con meno della metà dei dipendenti per turno non è un episodio isolato. La razionalizzazione delle risorse rischia di ricadere pesantemente sui degenti che al San Leonardo, aspettano di media 3-4 giorni in pronto soccorso, prima di essere ricoverati nel reparto dedicato. I motivi sono la carenza di personale e la lentezza nel processare i tamponi che da 15 giorni circa non si analizzano più nel laboratorio di Castellammare ma solo a Nola. Una decisione che blocca di fatto un malato nell’area di osservazione al piano terra del nosocomio stabiese, prima di poter definire l’eventuale trasferimento. Un unico punto di raccolta che vale anche per gli ospedali di Sorrento, Vico, Bosco e Torre del Greco. «Depauperando la forza lavoro ci troviamo con due piedi in una scarpa – conclude Esposito – In alcuni reparti la percentuale di precari è altissima e di questo passo si ridurranno ulteriormente i posti letto».

L’AGITAZIONE L’intero personale in questi giorni è in agitazione. «I contratti in scadenza – scrive il segretario provinciale Fials Antonio Grimaldi – oltre ad avere dei termini risolutivi disomogenei, non verranno probabilmente prorogati e ciò non solo determinerà fortissime tensioni sociali, ma inciderà sull’interesse comune concernente i Lea e sui servizi al cittadino che verranno compromessi ulteriormente». Un annuncio che si è concretizzato in pochi giorni, mettendo in ginocchio reparti ed emergenze.

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