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Castellammare di Stabia, assistenza a rischio: carenza di personale al Pronto Soccorso

Castellammare di Stabia, assistenza a rischio: carenza di personale al Pronto Soccorso. Ne parla Fiorangela d’Amora in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Luci ed ombre all’interno del San Leonardo, nel pronto soccorso la carenza di personale mette a rischio l’assistenza, dalla Chirurgia arrivano invece nuovi servizi e ambulatori. Ieri erano 4 gli infermieri per ogni turno, 2 dedicati al triage, 1 all’ala Covid, 1 per gestire i codici rossi e arancioni. La denuncia della Fials arriva per i livelli di assistenza (Lea) che non si riescono a garantire. La condizione è sempre più critica a causa della carenza di personale, in parte precari che erano stati inseriti durante la pandemia e ora rischiano di essere licenziati. Dopo Sorrento, Castellammare è l’unico pronto soccorso che raccoglie l’intera area dei Monti Lattari, della Penisola, visto la chiusura del ps di Vico, e dell’area stabiese fino a Torre Annunziata.

I NODI Un bacino di utenti enorme, con oltre 50mila accessi all’anno, calati durante la fase critica del Covid, ma ora in ripresa. Gli accessi che riguardano sia il percorso pulito, sia quello sporco identificato con i pazienti positivi, aumentano giorno dopo giorno ma le forze in campo sono diminuite. Ieri erano sei i positivi ricoverati a Castellammare di cui due in attesa di trasferimento. Un’operazione di routine rallentata proprio a causa della carenza di infermieri che non potevano lasciare il reparto. I tre medici in servizio dovevano gestire e coordinare: «Un’emergenza dietro l’altra – spiegano i sindacalisti – le condizioni di lavoro sono impossibili». L’ospedale è tornato ad inizio anno alla direzione di Mauro Muto, il super manager che già negli anni scorsi fu nominato per gestire gli ospedali della penisola e quello stabiese. Nell’aprile del 2020 il medico fu chiamato a Napoli per svolgere ruoli di coordinamento regionali e lo scorso gennaio è ritornato alla guida del nosocomio stabiese. Porte scorrevoli nella direzione del San Leonardo che in tre anni ha conosciuto altrettanti direttori passando da Savio Marziani, Giuseppe Lombardi e tornando a Muto. Cruciale sarà la decisione dell’azienda sanitaria in merito alla gestione dei precari, senza il supporto di medici e operatori sanitari inseriti in organico negli ultimi mesi, i Lea non vengono garantiti e il pronto soccorso stabiese ne è la testimonianza diretta.

LA NOVITÀ Quello che invece cresce è il reparto di Chirurgia diretto dal professore Francesco Bianco. Grazie al lavoro del primario, è stato possibile aprire un nuovo ambulatorio di proctologia e disturbi della defecazione. Il servizio dedicato ai disturbi della funzione intestinale, si aggiunge all’attività ambulatoriale post – chirurgica tradizionale. «Parallelamente – spiega Bianco – presso il medesimo ambulatorio verrà assicurata l’attività di stomaterapia volta all’assistenza del paziente. La cura rappresenta una fase importantissima dell’assistenza sanitaria in qualsiasi reparto presso il quale vengano eseguite procedure chirurgiche intestinale sia elettive, sia d’urgenza». «In particolare – spiega il primario – attraverso il processo riabilitativo chiamato stomacare, i pazienti vengono assistiti, seduta dopo seduta, nella riabilitazione e nella gestione della stomia, fornendo loro indicazioni igieniche per la migliore conservazione dello stoma, la prevenzione delle complicanze e tutte le informazioni necessarie per ottenere i presidi e le agevolazioni previste dalla legge. Il percorso assistenziale coinvolge in primo luogo il paziente stomizzato, con l’obiettivo di renderlo autonomo nelle cure quotidiane, e in secondo luogo sensibilizza e rende parte consapevole del processo stesso familiari e caregivers».

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