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Candidatura di Amalfi al programma GIAHS della FAO: ieri l’incontro in Regione Campania per la definizione dell’Action Plan

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Candidatura di Amalfi al programma GIAHS della FAO: ieri l’incontro in Regione Campania per la definizione dell’Action Plan, a tutela del sistema agricolo della Costiera e del patrimonio rurale su terrazzamenti  

Si è svolto ieri, presso il Dipartimento delle Politiche Agricole e Forestali della Regione Campania, l’incontro per la definizione dell’Action Plan a tutela del patrimonio agricolo della Costiera Amalfitana su terrazzamenti.

Il Piano di Azione è redatto all’interno della proposta di candidatura del territorio di Amalfi (core zone) e intera Costiera Amalfitana (buffer zona) al programma GIAHS della FAO, il Globally Important Agricultural Hertitage System, teso alla salvaguardia dei sistemi rurali in nuova visione che integri la società umana e l’ambiente, secondo gli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Il programma della FAO si sviluppa su quattro asset strategici: migliorare le condizioni economiche delle comunità rurali, promuovere l’uso di pratiche ecologiche sostenibili, preservare la diversità bioculturale e migliorare la qualità della vita delle zone rurali.

L’incontro in Regione, con le istituzioni di riferimento, ha fatto seguito a quello svoltosi lo scorso dicembre presso la Biblioteca Comunale di Amalfi, che ha interessato tutti cittadini che si prendono cura della terra, siano imprenditori agricoli o persone che coltivano per passione o tradizione familiare. Fondamentale, nella redazione dell’Action Plan, la metodologia partecipativa che coinvolge i principali attori del paesaggio rurale, cittadinanza ed enti coinvolti, tra cui Regione Campania, Comune di Amalfi, Consorzi e OP di pertinenza, Associazioni e Cooperative.

Presenti al confronto istituzionale Matteo Bottone, vice sindaco Comune Amalfi, Antonietta Amatruda delegata all’Agricoltura del Comune Amalfi; Vincenzo Sannino (Associazione ACARBIO), Carlo De Riso (OP), Giuseppe Cobalto, Salvatore Aceto,  Matteo Di Lieto e Secondo Squizzato (Centro Cultura e Storia amalfitana) e Giorgia De Pasquale coordinatrice scientifica della candidatura di Amalfi (Università Roma Tre).

“Il dossier prodotto per la candidatura alla FAO descrive la situazione agricola di Amalfi, a partire dagli elementi di vulnerabilità evidenziati dall’analisi preliminare realizzata dal gruppo di ricerca, soprattutto rispetto ai limoneti – sottolinea la professoressa Antonietta Amatruda, consigliere comunale con delega all’Agricoltura – Gli ultimi capitoli delineano le proposte di intervento attivabili per la conservazione dell’agricoltura su terrazzamenti della Costa Amalfitana. Un incontro positivo per poter procedere con la presentazione alla FAO. Prossimo step consisterà nel coinvolgimento anche della Protezione Civile e della direzione per l’uso sostenibile dei suoli, perché i terrazzamenti sono attrattività turistica, ma svolgono anche un’importante azione di prevenzione nel dissesto idrogeologico”.

Il dossier individua le linee strategiche, in piena coerenza con i criteri che devono riscontrarsi in un sito Giahs: sostenibilità della produzione agroalimentare, mantenimento della biodiversità, delle conoscenze e delle tecnologie in uso nel sito; conservazione della vocazione culturale e della memoria storica, salvaguardia del valore paesaggistico.

Una discussione propositiva, inoltre, anche per le due misure di finanziamento presentate dall’Assessorato regionale, disponibili nei prossimi mesi – insiste la delegata all’Agricoltura di Amalfi – Una prima destinata ai terrazzamenti, a cui potranno accedere sia privati che enti pubblici della penisola amalfitana e sorrentina e delle isole. Una seconda, invece, riservata esclusivamente ai pergolati per le aziende agricole”.

I “Limoneti, Vigneti e Boschi nel territorio del Comune di Amalfi” sono già iscritti al Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali d’interesse storico, da decreto a firma del Ministero delle Politiche agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo.

“Il paesaggio di Amalfi – si legge nella motivazione – è marcatamente antropico e si sviluppa lungo le asperità morfologiche di un territorio di elevatissima diversità ambientale e biologica, con borghi dalle tipiche architetture, formazioni naturali di flora mediterranea, aree a pascolo, coltivi di agrumi, olivi, viti e ortaggi, mulattiere, che insieme disegnano uno degli esempi più eclatanti di paesaggio mediterraneo”.

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