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Arte Contemporanea. La ricerca di equilibrio nella produzione di Alessandra Rinaldi. foto

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Articolo di Maurizio Vitiello – La ricerca di equilibrio nella produzione di Alessandra Rinaldi.

 

Alla “Galleria Michelacci”, in Via Cavour n. 60, a Meldola (FC), ha presentato la sua recente produzione, particolare e interessante, l’artista Alessandra Rinaldi.

In tutte le composizioni di Alessandra Rinaldi si riesce a percepire un particolare “assett”, un regolare bisogno di equilibrio.

Dobbiamo una piccola e doverosa precisazione: per una migliore e più

completa comprensione dei dipinti di Alessandra giova dire che trasforma i propri sentimenti in segni che traccia sulla stoffa attraverso una macchina per cucire; successivamente veste quei segni di colori.

Un probabile percorso dai sogni ai segni, ma anche,

forse, l’esatto contrario.

Comunque, crea, così, il suo “cucito pittorico”.

Dai campi segmentati su fasce geometriche si prospettano inquadrature che sembrano sfondare una frontiera iperrealistica.

I ritagli sagomati vanno verso un indirizzo astratto di campiture, vivificate da cromie intense, e si collocano in una sfera d’attesa, in una pausa di un tempo che attende il suo giusto equilibrio.

Tutte le elaborazioni dell’artista sembrano rispondere a una mano agile e provvida, che cerca di sistemare ogni “teatro visuale”.

Ogni situazione iconica e/o astratta tende a calarsi in uno spaccato equilibrato; insomma, tutte i suoi studi visivi sembrano muoversi per cercare un equilibrio, un inseguito e serrato equilibrio.

Proprio questa particolarità, insomma questi tagli cuciti dell’artista emergono in una consistenza ideale.

Riuscire a far trapelare la necessità di un saggio bilanciamento, di un giusto contrappeso e di una proporzionata stabilità deriva da una mente e da una un’anima attraversata da ponderate considerazioni.

Chi cerca equilibrio inquadra il mondo.

Il nostro ambiente è gravido di perturbazioni, ma l’artista è portata a ribaltare positive riflessioni e utili energie sul circostante.

Questa valutazione ci indica un’anima serena, che vuole rideterminare trasparenza e calma dell’habitat.

Questo desiderio è il “ductus” operativo dell’artista, da leggere in filigrana.

La sua ricerca si concentra sul significato dell’esistenza umana e sul quello che è il senso della vita.

Ad esempio, ha ripreso dalla scultura di Constantin Brâncuși “Il bacio” un dettato utile e lo ha trasferito come senso operativo nella sua produzione di carattere tessile.

Questa scultura dello scultore rumeno Constantin Brâncuși è un primo esempio del suo stile proto-cubista di rappresentazione non letterale ed è considerata la prima scultura moderna del XX secolo.

Alessandra Rinaldi, attraverso un lavoro di introspezione nel proprio mondo interiore e grazie a un’analisi delle emozioni che scaturiscono dalle esperienze, dettaglia vissuti del quotidiano.

Filo, tagli, operatività con la macchina da cucire, colori diventano strumenti del suo peculiare linguaggio artistico, da cui scaturisce l’essenzialità plastica di forme semplici e sintetiche.

Le sue opere diventano soggetti espressivamente potenti e interpretano dimensioni universali e corroborano essenzialità per corrispondere il significato primario dei temi legati alla vita e alla natura.

 

Maurizio Vitiello

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