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Allarme influenza aviaria: focolaio tra Sorrento e Vico

Allarme influenza aviaria: focolaio tra Sorrento e Vico

L’influenza aviaria H5N1 arriva in Campania e mette in allarme la penisola sorrentina. Due casi sono stati riscontrati in altrettanti animali selvatici rinvenuti privi di vita nei giorni scorsi a Sorrento ed a Vico Equense.

Le carcasse dei volatili deceduti sono state inviate all’istituto zooprofilattico delle Venezie della provincia di Padova dove sono stati eseguiti gli esami che hanno evidenziato la positività al ceppo altamente patogeno HPAI. Alcuni focolai del virus erano già stati individuati nelle scorse settimane proprio in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. A febbraio casi sono stati isolati anche in Puglia e Lazio. In Campania l’influenza aviaria finora aveva colpito solo i rapaci detenuti in cattività in un allevamento di Stella Cilento, in provincia di Salerno. Ed ora è arrivata in Costiera sorrentina.

LA PROFILASSI

L’osservatorio epidemiologico dell’Asl Napoli 3 Sud, che sta monitorando la situazione, ritiene che si tratti di un unico focolaio che si estende in un raggio di tre chilometri partendo dal luogo in cui sono stati ritrovati gli animali privi di vita. Tenendo conto di ciò sono stati adottati i prescritti provvedimenti di polizia veterinaria che, tenendo conto anche delle disposizioni impartite dalla Commissione Europea per fronteggiare il virus, impongono l’adozione di una zona di protezione di 5 chilometri di raggio intorno ai focolai. Fascia nella quale rientrano i sei Comuni della penisola sorrentina. Territorio all’interno del quale sono già state attivate le prescrizioni imposte dal direttore del dipartimento di prevenzione sanità animale dell’azienda sanitaria, Carmine Carbone. Si procederà all’identificazione di tutte le aziende avicole per l’adozione delle misure di biosicurezza previste per il pollame e gli altri volatili tenuti in cattività, anche attraverso la disinfezione dei punti di ingresso ed uscita dai locali in cui vengono accuditi gli animali. Le stesse specie dovranno essere segregate all’interno dell’allevamento, mentre scatta il divieto di trasporto dei volatili a meno che non si ottenga l’autorizzazione Asl.

Ne parla Il Mattino

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