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Ai “Bagni della Regina Giovanna” musica per la pace nel mondo

Sorrento (NA) – Sul promontorio di Punta capo a Sorrento sorgono “I Bagni della Regina Giovanna” uno scrigno di storia in un contesto per bellezza paesaggistica unico al mondo che ospita i resti di un’antica villa romana. In questo luogo magico si è esibita la musicista Stella Gifuni, arpista originaria della Costiera amalfitana, di Furore, formatasi presso il rinomato Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli, sotto la guida della stabiese Maria Rosaria Vanacore. La musicista con la sua performance ha voluto così presentare al pubblico un progetto, quello di raccontare il dolore e lo sdegno per la guerra con la musica, così come accadeva al tempo del Regno di Napoli, quando l’arpista girovago, armato della sola arpa portativa, traduceva in musica il concetto di grazia la condizione ideale per il popolo, per il re e i baroni per mantenere la pace, disdegnando qualsiasi contesa, anticamera sempre della guerra e della violenza. Stella Gifuni dalla terrazza dei Bagni della Regina Giovanna ha interpretato la celebre ballata “Fragile” che Sting scrisse contro l’orrore della violenza in memoria di Ben Linder, impreziosendola con un assolo di sua composizione. L’artista di Seiano ha scelto uno dei siti archeologici più belli della Penisola sorrentina per esibirsi, le note della sua arpa elettroacustica hanno echeggiato lungo tutto il promontorio, mentre alle sue spalle il Vesuvio e i Monti Lattari, eccezionalmente innevati, apparivano agli astanti come una collana di perle stretta intorno al mare blu cobalto del Golfo di Sorrento. Il talento della musicista di Furore ha regalato momenti magici a tutti riportandoci alla mente la storia della creazione di questo strumento antichissimo: “C’era una volta, racconta un poeta irlandese, una giovane dea di nome Canoclach Mhor, che si era perdutamente innamorata di un principe di nome Cuil, figlio di Midhuel. La dea avrebbe voluto che il giovane principe si convincesse  che nella vita  è l’amore l’unica strada per raggiungere la felicità. Il suo tentativo però fallì perché l’uomo la respinse preferendo a lei il potere e il mezzo per conquistarlo: la guerra. Inutilmente Canoclach Mhor cercò di persuadere Cuil, che quella del potere si sarebbe rivelata una pessima scelta che l’avrebbe condotto alla perdizione e mai alla felicità. L’uomo la cacciò via ed ella, in lacrime, abbandonò quel reame e quell’uomo. La dea errò per giorni e giorni fino a quando, giunta in riva al mare, stremata, si lasciò cadere sulla sabbia, dando sfogo a tutto il suo tormento. Le onde, che l’avevano udita piangere, si commossero e presero a cullarla con la loro risacca fino a chetarla e a concederle il sonno. Già il sole aveva ceduto lo scettro alla luna, che un vento leggero prese a soffiare tra i flutti del mare, portando alle orecchie della dea suoni armoniosi dalle vibrazioni così nitide e cristalline che la ridestarono dolcemente dal torpore malinconico al quale si era abbandonata, scuotendole l’anima. Fu così che Canoclach Mhor, vinta la tristezza, decise che avrebbe lasciato Cuil al suo destino, salvo concedergli asilo se mai avesse capito l’errore commesso. Realizzato tutto questo, nel mentre liberava la mantella dalla sabbia, fu investita nuovamente da dolci melodie trasportate ancora una volta dal vento. Incuriosita, cercò di capire la provenienza di quei suoni, scoprendo così che tutte quelle note erano state prodotte dal vento che soffiava impetuoso tra gli amabili resti di una balena, spiaggiata a poca distanza dal suo improvvisato giaciglio. La dea, commossa da quel nobile animale e dall’amore che era stato capace di donarle anche da morto, decise che con le ossa di quel cetaceo avrebbe forgiato uno strumento che chiamò “Clarsach”, che in celtico vuol dire “voce cristallina del cuore” e grazie ai suoni eccezionali suoni prodotti da questo strumento avrebbe provato a convincere gli uomini che solo attraverso l’amore si può aspirare alla felicità, tutto le altre scelte invece prima o poi conducono alla catastrofe*”. Beh, non ci resta che attendere a fine mese l’uscita del videoclip che Stella Gifuni ha realizzato al Capo di Sorrento con il suo staff, se queste sono le premesse non possiamo che attenderci una magnifica performance.
Di Luigi De Rosa

(*storia liberamente ispirata a The Invention of the Irish Harp by the chief poet of Ireland, Dalian Forgaill)

Generico marzo 2022

Stella Gifuni nei panni di una sirena nella laguna dei Bagni della Regina Giovanna, citazione alla Sirena del pittore preraffaelita John William Waterhouse, il poeta dei colori.

Stella Gifuni, diplomata nel 2005 con il massimo dei voti al Conservatorio “S. Pietro a Majella” di Napoli, consegue successivamente presso lo stesso ateneo il diploma accademico di II Livello con il massimo dei voti e la lode. La sua attività le permette di collaborare con importanti Enti quali Rai (Auditorium – Napoli), Teatro San Carlo di Napoli, Fondazione Ravello (Villa Rufolo), Conservatorio di Praga, Museo Nazionale di Capodimonte, Centro di Musica Antica Pietà de’ Turchini presso la Chiesa di Santa Caterina da Siena, Orchestra Salernitana, Duomo di Napoli, Santuario di Pompei, Villa Doria d’ Angri in Napoli. Le sue esperienze concertistiche producono significative relazioni con prestigiosi musicisti, tra i quali Antonio Florio, Vincenzo De Gregorio, Renato Serio, Mons.Marco Frisina, Renato Piemontese, Roberto Altieri, Elena Zaniboni con la quale ha seguito vari master. Selezionata dal Conservatorio di Napoli per la registrazione di un CD (presso Sala Scarlatti dell’omonimo conservatorio) con musiche di G. PiernèI. Albeniz, R. O. Ortiz, J. S. Bach, quale demo al Concorso ” Premio Nazionale delle Arti” ed. 2006 (Conservatorio di Vicenza). Nell’aprile 2009 ha partecipato allo spettacolo “Sulla porta del cielo … tra luci, musica e parole” in collaborazione con l’attrice Pamela Villoresi, presso il Duomo di Napoli (evento ripreso da Telepace). Ha collaborato nel 2010 con l’Orchestra “Collegium Philarmonicum” diretta dal M° Veronesi alla rappresentazione in forma di concerto di “Cavalleria rusticana” di Mascagni presso l’Istituto Don Orione di Ercolano in Napoli. Partecipa a numerosi concorsi nazionali con esiti favorevoli. Ha suonato nei grandi hotel quali il Cuisiana di Capri, il Regina Isabella di Ischia, il Caruso di Ravello e tanti altri, il repertorio per questi tipi di intrattenimenti spazia dalla musica classica alla musica classica napoletana, dalla musica americana alla musica irlandese-celtica.

Generico marzo 2022
Stella Gifuni, musicista (ph.Emanuele Esposito)

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