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A cent’anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini: il ricordo del Decameron a Ravello

Cent’anni fa nasceva Pier Paolo Pasolini: poeta, sceneggiatore, attore, regista, scrittore e drammaturgo italiano. Una figura storica per il Bel Paese, il cui intelletto torna più attuale che mai. È stato uno degli intellettuali più eclettici e scomodi del Novecento. È nato a Bologna il 5 marzo del 1922. Ha esordito dietro la macchina da presa nel 1961, mentre la sua ultima pellicola è stata presentata postuma, dopo l’assassinio nel 1975.

Il legame con Ravello

Seppur le sia stato attribuito l’appellativo di “Città della musica”, il paese di Ravello, in costiera amalfitana, ha ispirato nel corso degli anni poeti, scrittori, registi e intellettuali come Pier Paolo Pasolini. Pasolini ha girato una delle scene del Decameron, uscito nel 1971, proprio a Ravello nel Convento di San Francesco dove si trova la tomba del Beato Bonaventura da Potenza che si festeggia il 26 ottobre. Le scene del Decameron hanno visto  Napoli, Amalfi, Vesuvio, Ravello, Sorrento, Caserta, dintorni di Roma e Viterbo, Nepi, Bolzano, Bressanone, Sana’a (Yemen del Nord), Valle della Loira (Francia) I luoghi scelti dal grande intellettuale italiano erano tutti carichi di suggestione e a Ravello è stato scelto il Convento annesso alla Chiesa di San Francesco.

La location del Decameron

Il luminoso Chiostro duecentesco di stile gotico con ritocchi barocchi,  la sua balconata che offre un panorama mozzafiato, l’atrio coperto con volte a crociera rette da pilastri e colonne antiche, che sembra inglobare la strada trasformandosi  così in un portico pubblico, la navata coperta  con volta a botte lunettata con i due altari per lato, proiettano in un tempo passato animato da damigelle, cavalieri,  templari, arcieri, balestrieri. Si capisce bene, vivendo quest’atmosfera, perché Pier Paolo Pasolini l’abbia scelto come luogo in cui ambientare una delle novelle del Decamerone di  Giovanni Boccaccio, grande estimatore anch’egli di Ravello, città alla quale ha dedicato una novella. Pasolini ha tratto sette novelle dalla grande opera di Boccaccio ambientate a Napoli e dintorni, e il personaggio della storia che si è svolta nel convento di Ravello, Masetto da Lamporecchio, era  Vincenzo Amato, l’indimenticabile  giardiniere di Villa Rufolo. Guardare questi luoghi e pensare che hanno ispirato grandi scrittori del passato e grandi intellettuali dell’epoca moderna può servire a vederli in modo diverso.

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