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Tornano in Campania i rifiuti pericolosi trasportati in Tunisia, De Luca: “La Regione non c’entra”

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Tornano in Campania i rifiuti pericolosi trasportati in Tunisia, De Luca: “La Regione non c’entra”. Il 2 novembre 2020 in Tunisia è stata aperta un’indagine per traffico di rifiuti illegali dopo che, nell’estate del 2020 erano entrati nel paese maghrebino 282 container di rifiuti provenienti dall’Italia, partiti dal porto di Salerno. Dodici persone, tra loro un ministro e diversi funzionari, sono stati arrestati in Tunisia, 212 container sequestrati nel porto di Sousse, altri 70 erano già sbarcati. Quei container a distanza di quasi due anni sono ancora nel porto situato a 170 chilometri a sud della capitale Tunisi. L’azienda proprietaria dei container, l’Arkas, ha citato in giudizio Regione Campania, Governo italiano e azienda dei rifiuti per 10 milioni di euro e ogni giorno di parcheggio costa 27mila euro.

Il 19 febbraio i container partiranno alla volta dell’Italia, di nuovo al porto di Salerno, per essere stoccati ed esaminati in un’area militare a Persano, alle porte di Eboli.

Nel corso della consueta diretta settimanale, il governatore campano, Vincenzo De Luca, è intervenuto sull’argomento, affermando che: “Sull’arrivo in Italia dei rifiuti che erano accumulati nel porto di Susa, in Tunisia, la Regione Campania non c’entra niente. La Campania si è fatta carico di un problema che riguardava i rapporti tra lo Stato italiano e la Tunisia. Ci siamo comportati da patrioti. Abbiamo lavorato per difendere l’immagine e la dignità dell’Italia, rispetto ad un Paese nel quale avevano assunto impegni Presidente della Repubblica e Ministero degli Esteri”.

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