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Sorrento in festa per i 50 anni di sacerdozio di Don Franco segui la diretta

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Sorrento in festa per i 50 anni di sacerdozio di Don Franco. Oggi, domenica 13 febbraio, alle ore 11, don Franco Maresca, parroco di Santa Lucia a Sorrento, ha festeggiato il suo cinquantesimo anniversario di sacerdozio, con una solenne celebrazione eucaristica presieduta da mons. Francesco Alfano.

Sorrento in festa per i 50 anni di sacerdozio di Don Franco

La Santa Messa si è tenuta all’interno del centro parrocchiale “L’Incontro” di via Sant’Antonio, in quanto riesce a raccogliere un numero di persone maggiore.

La Comunità del centro parrocchiale Santa Lucia ha preparato, sorprendendo il parroco, un cartellone per celebrarlo.

Sorrento festeggia oggi il Signore di un ministero che dura, ininterrottamente, da 10 lustri, da quel 12 febbraio 1972 che rappresentò per don Franco l’inizio del cammino al servizio della Chiesa.

Don Franco è ancora oggi un punto di riferimento per centinaia di uomini e donne, che lo hanno amato e apprezzato come sacerdote, come docente e come animatore spirituale instancabile. Porta con sé la grazia di un così lungo cammino sacerdotale con passo lieve, sempre col sorriso sulle labbra e nel segno del servizio disinteressato e amorevole per il prossimo. Nel suo lungo ministero pastorale, iniziato dapprima a Cesarano e poi proseguito a Santa Lucia, don Franco ha saputo testimoniare i valori comunitari della partecipazione e della crescita spirituale, lavorando instancabilmente per anticipare i bisogni della gente, creare spazi e momenti di aggregazione, accogliere e ascoltare la voce di quanti soffrono.

La sua vocazione è stata per la comunità di Santa Lucia un dono, anzi il dono per eccellenza. Eppure, al di là di ogni retorica, guardare alla vicenda biografica di don Franco vuol dire ricostruire la storia di un’intera comunità, fatta di uomini e di donne (alcuni dei quali, purtroppo, non più viventi) che hanno incrociato i loro destini con la chiesa dedicata alla Martire siracusana Lucia.

Don Franco fu ordinato sacerdote il 12 febbraio 1972, dall’allora vescovo di Sorrento monsignor Raffaele Pellecchia. Il giovane sacerdote, originario di Sant’Agnello, veniva da una lunga esperienza di formazione vissuta tra i seminari di Salerno e Verona. Era passato da poco il ’68, con gli echi di cambiamenti sociali che stavano investendo, inesorabilmente, persino la Chiesa Cattolica. Fu in questo contesto che il giovane seminarista Franco Maresca visse la sua formazione umana e teologica, trascorrendo persino un periodo di lavoro in Germania, un po’ come tuttora i gesuiti impongono ai loro novizi.

Ma l’ordinazione presbiterale, che seguì il suo viaggio in Vespa da Verona a Sorrento, fu il momento di mettere in pratica quanto aveva potuto osservare nel corso della sua formazione. Monsignor Pellecchia lo notò subito, affidandogli incarichi di responsabilità in curia, ma al contempo lo inviò a Cesarano, che pur dipendendo dalla parrocchia di Casarlano aveva bisogno di un pastore giovane ed entusiasta. Per don Franco furono anni intensi, che culminarono con la promozione a parroco di una parrocchia fondata proprio in quel periodo, piccola nella sua estensione ma popolosa e priva di identità.

Si trattava della neonata parrocchia di Santa Lucia a Fuorimura, istituita ufficialmente il 21 febbraio 1975. Era chiaro, ormai, che lo sviluppo edilizio, unito ad una vera e propria esplosione demografica, avevano reso la zona di Fuorimura, a monte del centro storico sorrentino, bisognosa di una guida religiosa, di un parroco che riuscisse a creare dal nulla una comunità, aggregando la massa attorno ai riti celebrati nell’antica chiesetta di Santa Lucia. Fu così che l’11 aprile del 1976, nella solennità della “domenica delle Palme”, una folla festante, sventolando palme e ramoscelli d’ulivo, accolse il giovanissimo don Franco.

Era l’inizio di una storia che dura ancora oggi, di un cammino che ha reso un quartiere, nato dal “boom edilizio – speculativo”, una comunità. È nata così la solenne festa di Santa Lucia, illuminata dall’ormai famoso “ceppone” (una pira di legno in onore della Martire) e allietata dalla celebre sagra, la prima organizzata in Penisola Sorrentina, frutto di un’intuizione di don Franco, che aveva ben presenti le sagre del Veneto.

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