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Ritorno del Doriforo a Castellammare

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Massimo Santaniello ( Pres. Archeoclub d’Italia sede di Castellammare di Stabia) : “Finalmente è arrivata la notizia tanto attesa: la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha avviato la rogatoria internazionale per la confisca e restituzione del Doriforo. Questo è stato reso possibile dal lavoro instancabile degli investigatori e ad una serie di accordi internazionali per contrastare il traffico illecito di opere d’arte. Si attende adesso il lieto fine, ci auguriamo che molto presto potremmo ammirare la nostra statua in una delle sale del Museo Archeologico di Stabiae. Diventerà il simbolo della rinascita culturale stabiese, il Doriforo di Stabia come il David di Donatello a Firenze”.    

“Esprimo grande soddisfazione! E’ stata presentata dalle istituzioni preposte una richiesta ufficiale di restituzione della copia più bella del Doriforo di Policleto. Dopo il ritorno della Venere di Morgantina si tratterebbe di un nuovo ed importante rientro dagli Stati Uniti. E’ una  notizia che ci riempie di orgoglio, finalmente questa richiesta è partita. Archeoclub d’Italia si sta battendo da almeno tre anni per fare in modo che questa importante opera ritorni a Castellammare di Stabia, nel napoletano.

Grazie alle indagini svolte dal Nucleo Tutela dei Carabinieri, dopo circa 50 anni l’Italia può richiedere la restituzione del prezioso reperto. Una storia che speriamo si concluda presto e il Museo Archeologico di Stabiae potrà finalmente accogliere la statua più rappresentativa.

Il nostro ringraziamento al Nucleo Tutela dei Carabinieri per il lavoro che sta svolgendo con dedizione, alla Senatrice Margherita Corrado che si è occupata della vicenda, ed infine al Sindaco di Castellammare di Stabia Ing. Gaetano Cimmino”. Lo ha affermato Rosario Santanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub D’Italia.

 

Ed Archeoclub è stata in prima linea da subito! Ed ecco la storia:

 

Una vicenda singolare, al centro dei più intricati gialli internazionali. La statua del Doriforo venne rinvenuta durante uno scavo clandestino condotto sulla collina di Varano a Castellammare di Stabia, tra il 1975 e 1976. Perché la statua era così preziosa da essere valutata tre miliardi di lire?  La risposta viene dagli esperti, perché è la più bella copia romana del Doriforo di Policleto. Infatti, sono diverse le copie della statua realizzata dal celebre artista di Argo, intorno al 440 a.C., tra queste anche quella rinvenuta nel foro triangolare di Pompei  – ha affermato Massimo Santaniello, Presidente Archeoclub d’Italia sede di Castellammare di Stabia – ed oggi esposta al MANN.

Si occuparono di denunciare la sottrazione illecita oltre agli organi competenti, come la Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta, anche il giornalista Arturo Guastella del giornale “Il Messaggero” scrivendo un articolo pubblicato il 14.09.1981. Cosa singolare, perché se ne dovette occupare “Il Messaggero”, mentre a livello locale ci fu scarso interesse da parte delle associazioni culturali e comitati.

L’Archeoclub Stabiae si costituì a luglio del 2019 e tra i primi obiettivi fissati vi erano due questioni fondamentali da risolvere: l’Istituzione del Museo Archeologico di Stabiae per poi riaccendere i riflettori sulla vicenda del Doriforo che sembrava avere avuto una battuta di arresto. Compulsando in modo insistente il Sindaco di Castellammare di Stabia Ing. Gaetano Cimmino invitandolo a concludere il lavoro iniziato dai suoi predecessori. Finalmente il giorno 15.10.2019 venne siglato l’accordo tra il Parco Archeologico di Pompei e il comune di Castellammare di Stabia. Un giorno per noi storico. All’accordo ha fatto seguito l’apertura del Museo che in tempi record ha visto l’inaugurazione il 24 settembre 2020. Anche questa rimarrà una data storica per i cittadini stabiesi. Di questo ringraziamo l’Ing. Gaetano Cimmino, Sindaco di Castellammare e il Prof. Massimo Osanna per aver messo la pietra miliare sul processo di valorizzazione del più prezioso patrimonio stabiese.

Abbiamo voluto ricordare questo evento perché si attendeva da alcuni decenni e in pochi mesi è stato portato a compimento.

Ritornando alla vicenda del Doriforo, organizzammo un convegno sul Doriforo, a cui partecipò il Prof. Umberto Pappalardo, il quale aveva pubblicato un articolo sulla rivista “Archeologia Viva”, denunciando anch’egli la vicenda della statua.

Pertanto avendo avuto la certezza che entro qualche anno avremmo avuto un Museo pronto ad accogliere la Statua, decidemmo di accendere i riflettori sulla intricata vicenda, cominciò ad occuparsene anche la senatrice Margherita Corrado che avanzò un’interrogazione parlamentare sul caso del Doriforo. Lo stesso Sindaco Ing. Gaetano Cimmino ha seguito la vicenda con molta attenzione mettendo in campo azioni concrete. Con l’archeologo Angelo Mascolo e l’ingegner Stefano Santaniello dedicammo un paragrafo al Doriforo di Stabia nel libro “Stabiae, la città sepolta”.

Dobbiamo molto anche all’azione dell’Archeoclub d’Italia aps, nella persona del Presidente dr. Rosario Santanastasio, il quale ha interloquito più volte con il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri, per non perdere di vista la vicenda del Doriforo.

Finalmente è arrivata la notizia tanto attesa: la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha avviato la rogatoria internazionale per la confisca e restituzione del Doriforo. Questo è stato reso possibile dal lavoro instancabile degli investigatori e ad una serie di accordi internazionali per contrastare il traffico illecito di opere d’arte.

Si attende adesso il lieto fine, ci auguriamo che molto presto potremmo ammirare la nostra statua in una delle sale del Museo Archeologico di Stabiae.

Diventerà il simbolo della rinascita culturale stabiese, il Doriforo di Stabia come il David di Donatello a Firenze”.

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