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Rincari bollette in tutta Italia le proteste

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ROMA Ormai è una corsa contro il tempo verso il decreto da 7 miliardi. E se la strada imboccata per salvare le imprese è quella degli acquisti a prezzi controllati di gas e magari anche di energia rinnovabile, per le famiglie si pensa almeno di allargare la platea dei destinatari degli aiuti. Un’ipotesi allo studio è dunque quella di alzare l’asticella dei redditi Isee che consentono l’accesso ai bonus sociali che azzerano i rincari.
Ma si tratta anche di fare un’ulteriore integrazione sui bonus in questione, dopo l’intervento di dicembre con la legge di Bilancio, non più sufficiente a compensare i nuovi aumenti. Fin qui gli aiuti per chi si trova in disagio economico o fisico. Ma c’è chi invoca il modello francese con tariffe amministrate esteso anche alle famiglie, non solo alle imprese, sempre con l’obiettivo di allargare il pacchetto dei nuclei familiari sostenuti dalla mano del governo. I tecnici sono al lavoro e ci vorrà ancora qualche giorno per dosare fino a che punto sarà «ampia» la portata dell’intervento promessa dal premier Draghi e in arrivo la prossima settimana
LE SOGLIE
Il punto è che non c’è più tempo. Questo dice l’ultima bolletta di un pensionato con un assegno che supera di poco 1.000 euro, un fortunato rispetto ad altri, e che ha appena ricevuto una bolletta del gas ancora del 2021: 387 euro per un solo mese è più di tre volte quanto pagato un anno fa. Quando arriverà quella della luce sarà ancora più forte lo choc, nonostante gli aiuti del governo contro i rincari. Finora chi poteva essere certo di non sentire lo tsunami sono i beneficiari del bonus sociale, gas e luce. Bisogna però essere fra i 3 milioni di famiglie a cui è destinato lo sconto nella bolletta elettrica o tra i 2,5 milioni che ricevono il bonus gas, secondo gli dati Arera. Tutte famiglie con un Isee sotto gli 8.265 euro annui, o sotto i 20mila euro per i nuclei famigliari con almeno 4 figli, insieme a chi percepisce il reddito o la pensione di cittadinanza o ha gravi problemi di salute.
Per gli altri è arrivato l’azzeramento degli oneri di sistema anche per il primo trimestre 2022. Vale circa 1,8 miliardi. Ma non basta, dicono gli economisti per evitare una frenata dei consumi. In Francia, che ha annunciato ieri un piano da una cinquantina di parchi eolici offshore per arrivare a 40 Gigawatt in servizio entro il 2050, il governo ha fissato l’incremento massimo delle tariffe al 4%, rispetto al +20% previsto. In Italia una famiglia tipo nel mercato di tutela pagherà nel primo trimestre un aumento del 129,5% rispetto allo stesso periodo del 2021.
La situazione non è meno grave per le imprese. C’è in gioco davvero la ripresa del Paese e la chiusura di interi settori, a sentire Confindustria. Oltre 500.000 i lavoratori a rischio. E allora in questo caso la soluzione strutturale che sta preparando il governo permetterebbe alle imprese energivore, e più in generale quelle in difficoltà, di accedere a uno stock di energia a tariffe fisse e controllate, ben lontane dai prezzi di mercato. A permetterlo sarebbe la decisione di raddoppiare la produzione di gas nazionale, da destinare in parte alla manifattura. Ma visto che ci vorrà tempo per rimettere in campo i pozzi chiusi, si sta studiando un meccanismo di anticipazione finanziaria dei risultati, che permetta alla manifattura di ridurre subito i costi di approvvigionamento. L’ipotesi è di destinare alle imprese almeno 3 miliardi di metri cubi al prezzo indicativo tra 16 e 20 euro per megawattora, rispetto agli oltre 80 degli attuali prezzi di mercato. Nello stesso tempo potrebbe essere ceduta alle imprese energia rinnovabile elettrica passando per il Gse: si parla di circa 25 Terawatt trasferiti ai settori industriali a rischio chiusura ad un prezzo di 50 euro per megawattora per esempio, contro gli oltre 200 del mercato. Ma tra le proposte di Confindustria ora al vaglio del governo c’è anche l’adeguamento delle aliquote di agevolazione per le componenti parafiscali della bolletta elettrica alle norme Ue. Un’altra questione complessa da vagliare con molta attenzione.
Roberta Amoruso

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