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Può la paura di un contagio far morire una persona? Il caso di Giuliano Ruocco nel 2003 in Costa d’ Amalfi quando c’era la Sars

Può la paura di un contagio far morire una persona? Il caso di Giuliano Ruocco nel 2003 in Costa d’ Amalfi quando c’era la Sars. Una epidemia che ha molto in comune con l’attuale coronavirus Covid – 19 a quanto pare, non è questo il caso, ma con la pandemia da Covid sono tante le situazioni di possibili morti per paura di contagiarsi, persone non curate, addirittura casi di madri con i bambini, questo della Costiera amalfitana ha visto assolti tutti dai processi penali, per cui sicuramente non vi era dolo, ma la situazione è stata molto simile. Riprendiamo un servizio su E’ Costiera diretto da Maria Rosaria Sannino 

Giuliano Ruocco Sars E' Costiera

Può la paura di un contagio far morire una persona? Ci si chiedeva quasi vent’anni fa in Costiera amalfitana, piombata all’improvviso nelle cronache nazionali per un sospetto caso Sars, la forma atipica di polmonite apparsa in Cina per la prima volta nel 2002. Un falso caso Sars che causò la morte di un uomo di 57 anni, che per ore rimase in attesa di essere curato. La Procura di Salerno aprì un fascicolo per far luce su eventuali ritardi ed omissioni nei soccorsi, con un avviso di garanzia per il medico che ebbe in cura il paziente, che era un grosso fumatore ed anche diabetico. Fattori, questi, che come dirà poi l’autopsia, avevano complicato il quadro respiratorio.Di questa vicenda nulla più si è saputo, se non che nel 2011 è arrivata la prescrizione per il medico curante. Resta sicuramente ancora oggi il dolore dei familiari, per una vita che, lontana da paure e sospetti, si sarebbe potuta salvare. La nebbia con il suo manto bianco ha finito, come tante cose, di far dimenticare questa storia che destò sconcerto.

La vogliamo “rispolverare” dal nostro archivio cartaceo. Perché merita di essere ricordata, sembra scritta oggi. La pandemia da coronavirus (Covid-19) è una realtà da ben due anni, e ancora miete vite umane. Così come sta ancora oggi “allontanando” persone dai propri affetti e anche dai controlli medici, anche quelli che un tempo erano considerati “routine”.

DA E’COSTIERA CARTACEO

Dall’archivio – Lunedì 14 marzo (2003)  un “sospetto caso Sars” piomba su Amalfi. Televisioni, radio, giornali, se ne occupano meticolosamente, e intanto la paura di “contagio” (come si vedrà, infondata) dilaga.

Giuliano Ruocco, dopo un viaggio in Thailandia, arriva ad Amalfi con i sintomi della Sars. Muore a 57 anni

La “vittima” è Giuliano Ruocco, 57 anni, imprenditore, amante di viaggi. La sua “via crucis” inizia già dalla mattina, quando il medico di famiglia, Luigi Acampora, accertata la gravità di Giuliano (era diabetico), ne dispone il trasferimento in ospedale, “ipotizzando la polmonite atipica” in seguito ad un suo viaggio in Thailandia. Alle 13,30 arriva al Pronto Soccorso di Ravello. Il direttore del presidio ospedaliero Cava-Costiera amalfitana, Vincenzo De Paola, affermerà che: «Era in gravissime condizioni quando è arrivato a Castiglione. I medici gli hanno praticato intubazione oro-tracheale e assistenza respiratoria in rianimazione. Stabilizzate le condizioni cardiocircolatorie e respiratorie, è stato contattato l’ospedale Cotugno». Alle 14,50 la Centrale operativa di Salerno chiede l’invio di un’eliambulanza per il trasferimento al Cotugno, al “Core” di Napoli. Alle 15,30 viene così allertato l’elisoccorso 118 di Pontecagnano. L’equipaggio prima di partire attenderà però di essere fornito di tute, mascherine, camici e copricapi. Occorreranno due ore perché il materiale giunga in aeroporto. Solo alle 17,12 l’elicottero partirà. Alle 17,36 ripartirà da Amalfi con il paziente a bordo. Alle 17,56 l’elicottero arriverà al Cardarelli, ed ecco che inizierà un altro calvario per Giuliano, in attesa dell’ambulanza che lo dovrà portare al Cotugno, ospedale specializzato per le malattie infettive. Passano le ore in attesa. E’ solo colpa di disorganizzazione oppure di “paura”? Solo alle 19 arriverà l’ambulanza che lo porterà ormai morto al Cotugno. Intanto tutti i Tg nazionali diffondono la notizia della “morte per sospetta Sars”.

Dilaga la psicosi in molti cittadini. Il giorno dopo tutti i quotidiani ne parlano con tutti i dettagli. Ma è colpa dell’informazione se questa “notizia” è passata in questo modo? Oppure dell’autorità sanitaria che si è rilevata poco capace di “gestire” un’emergenza del genere? Ben presto (il giorno dopo) si capirà che la morte di Giuliano è avvenuta per vari fattori: glicemia altissima (660), con l’aggiunta di una polmonite batterica. Occorrerà però che lo attesti l’autopsia prima che si “raggiunga la calma”. Per i familiari, questa morte è dovuta soltanto “a forti pregiudizi e alla malasanità” (leggere lettera del nipote). Bisognerà fare giustizia” invocano alcuni amici, che preannunciano azioni legali.  Intanto l’intera vicenda è al vaglio della Magistratura. Il Pm della Procura di Salerno, Floriana Gallucci, indaga su tutto ciò che è accaduto, minuto per minuto, prendendo in visione le cartelle cliniche e i referti medici di Giuliano Ruocco. Ora il fascicolo è aperto per “omicidio colposo, con riferimento all’ipotesi di presunti ritardi nei soccorsi”. Dal plesso di Castiglione arriva una prima convinta difesa: «Esistono delle indagini della magistratura incorso – dichiara Aristide Tortora, direttore sanitario del distretto dell’ASL Sa 1 -, e ognuno che ha fatto la sua parte ne dovrà rispondere dinanzi ai magistrati. Quello che posso dire è che manca in alcuni la cultura adeguata per poter svolgere questo mestiere, e che andremo al più presto a verificare. Faremo dei corsi di aggiornamento di preparazione del personale, per moderare le emotività sul posto di lavoro. E poi, anche la stessa Costiera non è preparata culturalmente ad avere un ospedale e la gente si spaventa nel sentire parlare di malattie infettive. Ma posse assicurare, il paziente è stato assistito nel migliore dei modi possibili: un medico e due infermieri gli sono stati accanto dal primo momento in cui è arrivato a Castiglione, praticando una intubazione oro-tracheale e assistenza respiratoria in rianimazione, stabilizzando le condizioni cardiocircolatorie e respiratorie. Non è un caso di malasanità. Che poi, altro personale para-sanitario si sia spaventato – ribatte con forza Tortora – sapendo della presenza di un probabile malato di polmonite atipica, è tutto un altro caso, che non va ad incidere sull’assistenza prestata. Un’indagine interna chiarirà cosa è accaduto».

Al funerale, tenutosi sabato 19 aprile (2003, ndr)  presso la Basilica di S.Trofimena a Minori, esplode tutta la rabbia dei familiari e amici. Il giorno prima, presso il Comune di Amalfi, politici e imprenditori (erano presenti l’assessore regionale al turismo, Teresa Armato, i consigli regionali Andrea De Simone, Pasquale D’Acunzi, Salvatore Gagliano, i sindaci Antonio De Luca, Secondo Amalfitano, Raffaele Ferraioli, i responsabili delle varie categorie degli albergatori, e dell’ASL Sa 1) hanno voluto “rilanciare l’immagine di Amalfi e dell’intera Costiera, colpita da una falsa notizia” da tutti i mass-media, con danni per il settore turistico”. Sotto accusa di nuovo la stampa. E il ruolo della sanità in questa triste e drammatica vicenda, quando si prenderà in esame?

La lettera

“Mio zio morto per pregiudizi”

E' Costiera lettera Sars
La lettera del nipote medico pubblicata su E’costiera cartaceo (anno 2003)

Il clamore destato dalla tragica scomparsa di Giuliano Ruocco in circostanze veramente “atipiche”, ha sollevato un velo sulla reale efficacia di certi meccanismi dell’assistenza, ed ha fatto sorgere non pochi dubbi sul sistema dell’informazione. Mentre il paziente agonizzava confinato in una stanza del P.S. di Castiglione di Ravello, privato anche del conforto della parola di un familiare, già ci si scatenava nella caccia alle foto, ai particolari della vita privata, alla reale consistenza di supposti patrimoni con un accanimento che il diritto di cronaca non può in alcun modo giustificare. Di Giuliano si è conosciuto il tenore di vita, ma non si è parlato dei sacrifici fatti per raggiungerlo, della avventura di giovane volenteroso, partito da casa e tornato solo nella maturità da vincente. Ed è stato questo a condannarlo: il suo essere vincente. Non poteva in questa vita “romanzata” dai cronisti (?) morire per altre più banali cause, ma solo di SARS. Non importa poi se il terrore avrebbe attanagliato intere comunità o il discredito ed una non onorevole fama di “untore” avrebbe colpito i familiari, nelle ultime generazioni imprenditori e professionisti, talora anche nel campo della Sanità (quella vera). La comprensibile paura della popolazione non può trovare corrispondenze negli operatori sanitari, la cui professione li porta a misurarsi quotidianamente con affezioni più o meno pericolosamente contagiose. L’evento mediatico si doveva compiere: al pubblico annoiato dalle ultime battute di una guerra i cui esiti erano sin dall’inizio scontati, si doveva servire un piatto forte, che ne ridestasse l’attenzione! La discreta vita, nascosta gelosamente, e la preoccupazione di non dover mai essere un peso ad una fonte di preoccupazione per altri venivano inghiottite da questa macchina schiacciasassi. Nessuna pietà nemmeno per i familiari, che col paziente, condividevano queste lunghissime ore di angosciosa attesa, durante le quali ragionevolmente, le speranze di vita di Giuliano si assottigliavano fino all’annunciato epilogo avvenuto poco dopo il fortunoso arrivo a Napoli. In queste righe, insomma si riassume la nascita di un pregiudizio, che non poca influenza ha giocato nell’evolversi della situazione. Di tutto questo con l’affievolirsi del ricordo nell’opinione pubblica non resterà nulla, qualcuno più attento forse leggerà qualche tardiva smentita a caratteri microscopici, relegata nelle più nascoste pagine di un quotidiano, ma noi che abbiamo conosciuto Giuliano non potremo mai tacere l’orgoglio di aver ricevuto il dono della sua amicizia e della sua umanità.

Salvatore Ruocco (Medico chirurgo e nipote di Giuliano Ruocco)

da E’costiera cartaceo – (anno XIII) – Num.1 2003

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