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Positano, l’Amministrazione istituisce l’Osservatorio Comunale per la prevenzione del disagio e della dispersione scolastica

Tra le cause principali della dispersione scolastica le assenze durante la Dad, la difficoltà di connessione e la mancanza di concentrazione.

Positano, l’Amministrazione istituisce l’Osservatorio Comunale per la prevenzione del disagio e della dispersione scolastica.
La  situazione emergenziale dovuta alla pandemia ed i relativi periodi di lock down, hanno determinato impatti profondi sui bisogni dei cittadini, sulla vita sociale ed economica, con particolare riferimento ai bambini ed ai ragazzi privati della frequenza – in presenza – della scuola e dei luoghi di aggregazione.
In quest’ottica l’Amministrazione Comunale della città verticale ha deciso di istituire un Osservatorio Comunale per la prevenzione del disagio e della dispersione scolastica, finalizzato ad effettuare le seguenti attività:
1. Osservazione e rilevazione delle condizioni psicologiche ed evolutive degli alunni, mediante sessioni di osservazione diretta e indiretta dei medesimi, realizzate secondo protocolli condivisi;
2. lndirizzamento del percorso di intervento, variabile a seconda degli esiti delle rilevazioni;
3. Formazione attraverso incontri collettivi destinati agli insegnanti ed alle famiglie

I giovani ai tempi del Coronavirus è la nuova indagine realizzata da Ipsos per Save the Children con l’obiettivo di analizzare opinioni, stati d’animo e aspettative di studenti tra i 14 e i 18 anni.

Dai dati raccolti si stima che circa 34 mila ragazzi che frequentano le scuole superiori, a causa delle assenze prolungate, rischiano di alimentare il fenomeno dell’abbandono scolastico.

Il 28% degli intervistati afferma che dal lockdown di primavera c’è almeno un proprio compagno di classe che ha smesso completamente di frequentare le lezioniil 7% dichiara che i compagni di scuola “dispersi” a partire dal lockdown sono tre o più di treil 35%, inoltre, ritiene che la propria preparazione scolastica sia peggiorata e uno su 4 deve recuperare diverse materie.

Altri dati dell’indagine rivelano che per il 38% degli adolescenti la didattica a distanza è un’esperienza negativa. «In generale – si legge nel sito di Save the Children – la principale difficoltà è rappresentata dalla fatica a concentrarsi per seguire le lezioni online e dai problemi tecnici dovuti alla connessione internet/copertura di rete propria o dei docenti. Guardando alle dotazioni dei ragazzi, quasi il 18% dichiara di aver a disposizione un dispositivo condiviso con altri e l’8% si trova a frequentare le lezioni in una stanza con altre persone».

Per il 46% degli adolescenti il 2020 è stato un “anno sprecato”I ragazzi, tuttavia, hanno riscoperto il valore della relazione “dal vivo” con i coetanei: l’85% afferma di aver capito quanto sia importante uscire con gli amici, andare fuori e relazionarsi “in presenza”. Tra le “privazioni” che gli studenti hanno sofferto di più c’è anche quella di non aver potuto vivere esperienze sentimentali importanti per la loro età.

«Stanchezza, incertezza e preoccupazione sono i principali stati d’animo che ragazze e ragazzi hanno dichiarato di vivere in questo periodo. E guardando al futuro, solo il 26% pensa che “tornerà tutto come prima” e la stessa percentuale ritiene che “continueremo ad avere paura”, mentre il 43% ritiene che anche dopo il vaccino, “staremo insieme in modo diverso, più on line”».

Una constatazione è particolarmente significativa, riportata anche da Save the Children, e riguarda la dispersione scolastica implicita. Si raduna sotto questa definizione la condizione di quegli studenti che, pur completando un percorso di studi con l’ottenimento del diploma, non raggiungono livelli di sufficienza nelle materie di italiano, inglese e matematica. I livelli sono calcolati sulle prove Invalsi, uniformi su tutto il territorio nazionale. Nel 2020 la dispersione implicita è aumentata dal 7% al 9,5%, con grandi squilibri tra aree geografiche: nel nord il 2,6% dei diplomandi risulta in dispersione implicita, al Centro l’8,8% e al Sud il 14,8% (circa 1 su 7). Se a questi dati si aggiungono quelli sulla dispersione scolastica esplicita, di chi abbandona il percorso scolastico prima di ottenere un diploma, la percentuale si alza al 23%. Quasi uno studente su cinque, in Italia, è in una condizione di dispersione scolastica (implicita o esplicita)

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