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Piano di Sorrento/Positano: progetti di rigenerazione urbana per 5 milioni di euro

Piano di Sorrento/Positano: progetti di rigenerazione urbana per 5 milioni di euro. Dalla conferenza stampa nel “Palazzo” di  Piazza Cota, a Piano di Sorrento, sembra che ci siano delle possibili intese con i comuni vicini. In questo caso, con Positano, per un piano di rigenerazione urbana per il Pnrr.

Una cosa che ci ha molto incuriositi. Come si sa Positanonews si occupa di Costiera amalfitana e Penisola Sorrentina e in questo caso ci sarebbe un incontro fra le due costiere. Nel dettaglio in conferenza stampa, a dire la verità convocata forse troppo in tarda mattinata, non è emerso molto, l’intervento per due parchi carottesi, come ha detto Anna Iaccarino, assessore al ramo dell’amministrazione Cappiello, poi Cannavale eventualmente dettaglierà e si aspetta la pubblicazione dei progetti.

L’aspetto positivo è la richiesta di finanziamenti, ben vengano. La curiosità verte su due fattori, una è Piano si è rivolto alla costa d’ Amalfi, o viceversa, l’altra  è che questi tipi di progetti riguardano in genere aree da riqualificare e rigenerare , tanto è vero che i comuni al Nord sono insorti perchè sono finanziamenti che saranno maggiormente appannaggio del Sud che ha più problemi del genere e sembrano finanziamenti rivolti a realtà più problematiche delle nostre, ma ben venga.

Facciamo un quadro per far capire di che si tratta

Il decreto del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, il 30 dicembre 2021 ha individuato i Comuni beneficiari del contributo previsto dalla Legge di Bilancio per l’anno 2020 (legge 160/2019, art. 1, commi 42 e seguenti) e dal DPCM del 21 gennaio 2021, da destinare ad investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale.
La Legge di Bilancio 2020, infatti, ha previsto per gli anni dal 2021 al 2034, 8,5 mld di euro di contributi ai comuni per tali investimenti, 150 milioni per il 2021, 250 milioni per il 2022, 550 milioni per ciascuno degli anni 2023 e 2024 e 700 milioni per ciascuno degli anni dal 2025 al 2034.
Il DPCM del 21 gennaio 2021 ha stabilito, in via sperimentale per il triennio 2021-2023, che possono richiedere i contributi i Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti ed i Comuni capoluogo di provincia o sede di Città metropolitana, per singole opere pubbliche o insiemi coordinati di interventi pubblici che prevedano: manutenzione per riuso e rifunzionalizzazione di aree e strutture edilizie pubbliche per finalità di interesse pubblico (compresa demolizione di opere abusive realizzate da privati in assenza o totale difformità dal permesso di costruire e la sistemazione delle pertinenti aree); miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale (anche con ristrutturazione edilizia di immobili pubblici, con particolare riferimento allo sviluppo dei servizi sociali e culturali, educativi e didattici); mobilità sostenibile.

Questa linea di finanziamento è confluita nell’ambito del PNRR (M5C2 – INVESTIMENTO 2.1: “RIGENERAZIONE URBANA”) con l’utilizzo di una parte delle risorse attualmente stanziate a legislazione nazionale vigente, nonché con risorse aggiuntive per un ammontare complessivo, per gli anni dal 2021 al 2026, di 3,4 miliardi di euro. Gli enti locali interessati hanno comunicato le richieste di contributo al Ministero dell’Interno (termine 4 giugno 2021). Le richieste sono 449, per 2.418 opere e un importo pari a 4,402 miliardi di euro; 1.784 sono le opere attualmente ammesse e finanziate, per 483 enti locali beneficiari e un ammontare pari a 3,4 miliardi di euro, l’ammontare complessivo degli stanziamenti. I limiti di finanziamento sono 5.000.000 di euro per i comuni con popolazione da 15.000 a 49.999 abitanti, 10.000.000 di euro per i comuni con popolazione da 50.000 a 100.000 abitanti e 20.000.000 di euro per i comuni con popolazione superiore o uguale a 100.001 abitanti e per i comuni capoluogo di provincia o sede di città metropolitana”.

I progetti devono essere in linea con gli obiettivi del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF, “Recovery e Resilience Facility), incluso il principio di non recare un danno significativo (DNSH, “Do not significant harm”). L’individuazione ha tenuto conto dell’indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM) e proporzionalmente alla popolazione residente nel territorio delle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

I progetti ammessi e non finanziati, in relazione ai criteri utilizzati, sono per oltre il 90% progetti del Nord, motivo che ha spinto molti Comuni settentrionali a richiedere finanziamenti aggiuntivi in grado di finanziare gli oltre 500 progetti esclusi dal bando. Per i progetti ammessi con riserva, occorrerà verificare la coerenza dell’indicatore relativo alla superficie in metri quadri oggetto di intervento (target PNRR) e/o dovranno essere integrate le informazioni relative agli altri indicatori mancanti. In assenza di riscontro si procederà alla esclusione del progetto e, conseguentemente, con successivo provvedimento allo scorrimento della graduatoria.

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