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Piano di Sorrento, Don Pasquale Irolla: “Mettiamoci sotto lo sguardo di Dio”

Piano di Sorrento. Riportiamo l’omelia pronunciata da Don Pasquale Irolla durante la Santa Messa mattutina celebrata nella Basilica di San Michele Arcangelo: «Questa è una domenica molto importante e delicata perché ci introduce pian piano in un tempo nuovo, dove attraverso l’itinerario della Quaresima, possiamo metterci sotto lo sguardo di Dio, collaborare con lui e riuscire a essere uno nel cuore, nella parola, nelle mani e nei fatti. Il desiderio che ho per ciascuno di noi è quello di riuscire a diventare uno, vivere quella unificazione e quell’armonia che fa parte di un sogno di santità di Dio per noi e che anche noi desideriamo, perché altrimenti sperimentiamo il malessere. Molte volte stiamo male perché non riusciamo ad attingere ai fondali dell’anima, abbiamo perso la strada e allora questa ricchezza che è infusa in noi non riesce a fuoriuscire. Altre volte siamo così frammentati che, pur vivendo dentro di noi l’esperienza di una ricchezza e di un fuoco, poi si disperde e le parole diventano cattive e le nostre scelte non sono in sintonia. Quando non siamo in armonia le parole fanno male, le scelte che facciamo ci sfuggono di mano e commettiamo errori, dentro di noi avvertiamo addirittura un malessere e non avanziamo, siamo fermi o addirittura regrediamo. Quell’armonia è l’armonia verso cui vogliamo tendere perché possiamo realizzare quanto poi chiediamo nella preghiera eucaristica, di essere ricondotti in unità. Questa unità è un cammino di unificazione interiore, di unità gli uni con gli altri, un cammino di unità della creatura con Dio.
Noi siamo frammentati, la guerra che è dappertutto devasta, quelle sotto i mirini dei media e quelle nascoste ci ricordano che il cuore umano facilmente può perdersi e quella ricchezza andare perduta. Voglio augurare a ciascuno di noi di riabbracciare la propria vita, gli aspetti di sé, la propria famiglia, le proprie cose, provare insieme a ricomporci in unità. E’ quella unificazione che ci fa stare bene, che ci fa sperimentare l’armonia con noi stessi, con le persone che amiamo, con le persone che non conosciamo, con il pianeta, con le creature, con Dio e riuscire ad avvertire in sintonia ispirazioni e parole che nascono dal cuore e che arrivano al cuore. Quando questo accade è perché abbiamo attinto direttamente dai fondali del cuore.
Vorrei che per noi si avverasse questo invito di Gesù, riuscire a pronunciare qualche parola che nasca dal nostro cuore, cioè dai fondali di quel tempio sacro in cui Dio abita in noi e arrivi al cuore. Basta poco, basta ritrovare quella strada e la parola che noi pronunciamo diventa calda, diventa amore, riesce a realizzare miracoli che noi non siamo riusciti a realizzare perché presi da altro.
Camminando insieme come comunità possiamo avvertire quella sintonia che ci rende attenti alle ispirazioni di Dio e che anche a distanza produce quell’effetto benefico che noi desideriamo proprio perché presi dalla corsa quotidiana, strattonati da mille, possiamo mantenere il sentiero, seguire la freccia. Basta poco per rimetterci in cammino, per essere di nuovo in sintonia e attingere ai fondali del cuore.
Auguro che la parola di Dio arrivi al cuore e noi possiamo realizzare l’invito di Gesù e allo stesso tempo rallegrare il cuore di Dio che attende ciascuno di noi vada verso cammini di unificazione e non di dispersione, di unità e non di divisione».

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