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Nocelle anticipa il futuro cupo e triste della costiera amalfitana

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Nei giorni scorsi è morto a Positano un vecchio maestro delle scuole elementari.
Non originario del posto, era arrivato nel paesino alta di Nocelle nel 1958, quando la frazione di Positano si raggiungeva solo a piedi.
Il racconto che ne ha fatto Positanonews e’ davvero struggente.
In una vecchia intervista aveva detto: “Le mie giornate lavorative iniziavano e si concludevano sempre invocando il nostro Creatore con la preghiera. Che belli quei tempi. Oggi è tanto diverso: si tolgono perfino i crocifissi dalle scuole”.
Incuriosito da questa storia, ieri ho deciso di andare a Nocelle.
Già c’ero stato circa venticinque anni fa. Con un gruppetto di amici, partendo da Agerola, avevamo fatto il sentiero degli dei, e c’eravamo fermati a mangiare nell’unica scarna locanda.
Il menù offerto era semplice, un solo piatto, un ottimo pollo ruspante al forno con vino locale.
Per il resto, ebbi come la sensazione di trovarmi a Barbiana.
La località toscana è un luogo dove non sono mai stato ma, avendo letto da giovane quasi tutto dell’avventura umana e cristiana di d. Lorenzo Milani, l’immagine che mi avevo costruito di Barbiana coincideva sostanzialmente con quello che vidi a Nocelle.
Un posto ormai senza più vita proprio per il fenomeno di cui parlava don Milani dal suo esilio: lo spopolamento e l’abbandono della montagna a causa della discesa verso valle dei suoi abitanti.
La Nocelle che ho visto ieri, invece, dopo un quarto di secolo, non è tornata ad essere quella che trovo’ il maestro nel 1958, ovvero un paesino vivo con tanti bambini a scuola, ma è qualcosa di molto diverso ancora.
Un parcheggio per le auto a pagamento, tantissime insegne di attività turistiche (b&b, bar, ristoranti) stradine pulite e nella piazzetta della Chiesa un piccolo chiosco che vendeva granite e premute di arance. La Chiesa era chiusa, bambini non ce ne erano ma c’erano, al loro posto, una ventina di turisti che si erano fermati per una sosta.
Insomma, ho avuto la stessa sensazione di quando visitai molti anni fa la Certosa di Padula, un qualcosa di molto bello ma senza vita: la Certosa senza i monaci e Nocelle senza bambini.
Certo, rispetto alla odierna desertificazione di tantissimi nostri paesini dell’entroterra, in questa piccola frazione, a quasi 500 metri sul livello del mare, c’è una differenza fondamentale.
L’onda lunga del turismo di fascia altissima di Positano è arrivata fino a Nocelle ed oggi una casa costa non meno di € 6.000 al mq.
Senza andare lontano, a voler fare un paragone con un altro Comune del nostro entroterra provinciale, a Valle dell’Angelo una casa di 100 mq non vale più di € 10.000 mentre a Nocelle, per comprarla, ci vogliono € 600.000.
Per tutto il resto, invece, Nocelle, con ogni probabilità, sta anticipando il futuro dell’intera costiera amalfitana.
La costiera tutta, sarà una grande Nocelle: nel giro di pochi anni, le scuole saranno tutte chiuse ed i tanti paesi vivi, così come li trovo’ il maestro nel 1958, semplicemente non esisteranno più.
E, per capirlo, basta dare un’occhiata ai dati demografici.
Nel 2020, in tutta Positano, sono nati appena 19 bambini. Solo 20 anni fa non ne nascevano meno di 50 all’anno.
Ecco perché l’ipotesi della chiusura di tutti gli edifici scolastici a Positano entro 10, al massimo 15, anni è estremamente realistica.
E tutto ciò vale anche per gli altri Comuni della costiera amalfitana, nessuno escluso.
Già oggi, ad esempio, a Minori e Cetara l’età media della popolazione è di pochissimo sotto i 50 anni ed il numero degli ultrasessantacinquenni è quasi il triplo dei giovani sotto i 14 anni.
Qualche politico si è almeno accorto di questa lenta rivoluzione che sta accadendo da anni sotto i nostri occhi?

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