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Nauticsud a Napoli, in Campania il dramma è la mancanza di posti barca. Guerre a mare anche in Costa d’ Amalfi e Sorrento

Inaugurata ieri Nauticsud alla Mostra d’Oltremare di Napoli, alla presenza delle massime cariche del Parlamento italiano, la 48esima edizione del Nauticsud, il salone della filiera nautica. All’evento, organizzato dall’Associazione Filiera Italiana della Nautica (Afina) presieduta da Gennaro Amato in collaborazione l’ente Mostra, sono in esposizione oltre 700 imbarcazioni di ben 200 aziende del settore nautico, presenti con i loro stand.

Il salone sarà aperto sino a domenica 20 febbraio con i seguenti orari: dal lunedì al giovedì la fiera sarà visitabile dalle 12,30 alle 19; dal venerdì alla domenica dalle 10,30 alle 20,30. Tanti gli ospiti presenti questa mattina che hanno inaugurato il salone nautico con il taglio del nastro.

Tra questi i senatori Francesco Urraro e Vincenzo Carbone, l’assessore regionale alla Legalità e Immigrazione, Mario Morcone, il presidente della Camera di Commercio di Napoli, Ciro Fiola, il deputato Catello Vitiello insieme al presidente della Bcc Campania, Amedeo Manzo, e al direttore di Trenitalia-FrecciaRossa, Pietro Diamantini.

Sono stati tanti i temi affrontati dai politici, fra questi la mancanza dei posti barca, come ben sappiamo anche noi  di Positanonews, vi sono vere e proprie guerre in Costiera amalfitana e Penisola sorrentina ( parliamo delle zone di cui ci occupiamo , ndr ) per i posti barca, Amalfi, Positano, Maiori, sulla Divina, a Sorrento, Massa Lubrense e Piano di Sorrento sulla Terra delle Sirene, da questo punto di vista Castellammare di Stabia ha molte potenzialità per sviluppare un porto turistico .

«Il comparto è importantissimo per tutta l’Italia e per il nostro Sud. Questa è la prima fiera nautica del 2022 ed è giusto essere qui perché questo settore deve crescere con al centro la nautica, il mare e l’ambiente; quindi, ci sono grandi opportunità di sviluppo e lo dobbiamo sostenere e seguire. È chiaro che il problema degli ormeggi esiste e quindi dei posti barca bisogna discuterne, per poi fare un piano di azione importante», sono state le parole del presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico.

Il padrone di casa, Gennaro Amato, ha evidenziato i numeri importanti che registra il settore della diportistica in Campania con il primato di migliore regione in Italia per produttività di settore – nel segmento barche da diporto sino a 10 metri – ed immatricolazioni (10.477 contro le 6.377 della Lombardia, seconda) oltre che di regione con la maggiore crescita di fatturato rispetto a altri territori: +8.5% sulla media nazionale del +7.2% secondo il centro studi di Confindustria. «Siamo orgogliosi come associazione – afferma il presidente di Afina – di aver costruito un’edizione di grande livello come merita la città di Napoli. Sono presenti oltre 700 imbarcazioni e ben 200 aziende espositrici che rappresentano la nautica vera, quella tra i 5 e 16 metri. Come imprenditore, plaudo all’iniziativa del presidente della Camera di Commercio di Napoli, Ciro Fiola, di voler costituire, come ente camerale, una società per costruire i Marina che mancano a Napoli e che la Regione ha dimenticato nel suo piano di sviluppo della nautica da diporto, preferendo 16 aree ma solo da Amalfi a Sapri. Poi, lasciatemelo dire, la presenza del sindaco Manfredi e quella del presidente e vicepresidente della Camera dei deputati del Parlamento italiano, Roberto Fico e Ettore Rosato, sottolinea l’importanza che ha assunto la filiera nautica che, oltre ad essere un segmento produttivo di livello internazionale in costante crescita di fatturato da 5 anni ad oggi, è anche espressione di economia e di posti di lavoro». Amato non risparmia però un’ulteriore stoccata al governatore Vincenzo De Luca, grande assente della kermesse, che ha preferito mandare il suo assessore alla sicurezza, Mario Morcone.

«Spero che il presidente della Regione – evidenzia il presidente Amato – si renda conto che Napoli ha bisogno di Marine: abbiamo solo approdi, l’unica Marina è in provincia a Castellammare di Stabia». La speranza del patron di Nauticsud è che una nuova Marina venga realizzata a Bagnoli: «Mi auguro – conclude – di creare quanto prima un tavolo tecnico insieme ai dirigenti della Regione per studiare una Marina che sia degna di essere tale, anche nell’area di Bagnoli. Un’area ampia dove esistono già diverse migliaia di imbarcazioni che ormeggiano lì. Di bonifiche se ne sarebbe dovuto parlare 30 anni fa quando è stato installato il primo ormeggio. Le barche sono ormeggiate, sono state rilasciate le concessioni, perché non bisogna dare una giusta regolamentazione con una marina, invece di lasciare gli approdi selvaggi?».

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Il parlamentare di Italia Viva, Ettore Rosato, risponde così a chi gli chiede della discrasia tra la produzione record di natanti della Campania e la mancanza del 50% dei posti all’ormeggio: «Mancheranno molti di più dei 50% dei posti all’ormeggio perché – afferma Rosato – c’è una domanda inespressa di chi, sapendo che non può trovare un posto barca, non ci pensa proprio a comprare la barca e questo dipende proprio dall’utilizzazione in maniera intelligente delle tante aree degradate delle nostre coste che potrebbero essere recuperate con investimenti sulla nautica, creando molti posti di lavoro perché un posto barca porta molti posti di lavoro: nella manutenzione e in tutte quelle attività che sono connesse al mondo della nautica». Entrando nel merito dell’utilizzazione delle risorse nazionali ed europee come il Pnrr, Rosato ha aggiunto: «I posti barca e la realizzazione dei posti barca sono operazioni che stanno economicamente in piedi anche solo con investimenti privati. Bisogna che la parte pubblica crei le condizioni, alle imprese che vogliono investire in questo settore, di poterlo fare. Poi le risorse del Pnrr possono essere sicuramente un volano, ma l’importante è la volontà politica da parte delle istituzioni, soprattutto locali, perché hanno i piani regolatori e il potere regolatorio di investire in questa direzione».

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Sin dalla campagna elettorale che lo ha portato a diventare sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi ha sempre detto di considerare Napoli come «una città di mare ma non dell’economia del mare» per cui necessita del massimo impegno su questo fronte: «Chiaramente il mare – dichiara l’ex rettore della Federico II – è una grande risorsa globale, lo è ancora di più in una città di mare come Napoli dove noi dobbiamo pensare all’industria ovviamente della diportistica, che viene qua rappresentata in maniera così qualitativa, ma anche guardando a quelle che sono le infrastrutture per il diporto che è un altro aspetto fondamentale di cui noi abbiamo bisogno, perché questo significa turismo di qualità, significa economia, significa posti di lavoro e la città deve riappropriarsi di questo suo ruolo di essere una grande città di mare». Pur non sbilanciandosi sui tempi, l’ex ministro dell’Università fa il punto sugli interventi del primo progetto di riqualificazione della costa della città che verrà alla luce, quello di San Giovanni a Teduccio: «Su Napoli est il primo tema è quello dell’inquinamento complessivo – afferma il sindaco Manfredi – con un investimento sul depuratore che partirà a breve, e che è un’opera realizzata da un commissario nazionale; poi sui nuovi impianti di sollevamento delle acque reflue e sugli interventi alle fognature si sta portando avanti un lavoro importante in un’area dove stanzieremo ulteriori risorse grazie alle quali il primo obiettivo da raggiungere sarà quello del miglioramento della qualità dell’acqua insieme alla pulizia delle spiagge e alle bonifiche. Poi stiamo lavorando alla riqualificazione urbanistica, il che significa la possibilità della passeggiata sul mare. Stiamo, infine, portando avanti un progetto con Ferrovie dello Stato che prevede la creazione di connessioni logistiche che superino la barriera della ferrovia. San Giovanni è un luogo su cui puntiamo molto». Quando viene chiesto al sindaco se in ambito portuale si sente di fare affidamento più sulle risorse del Pnrr piuttosto che sulle possibilità offerte dalla Zona Economica Speciale, Manfredi risponde: «Con il commissario della Zes Campania, Giosy Romano, abbiamo un tavolo per incrociare tutte le opportunità della Zes, sia nella parte est che in quella ovest, con tutti gli investimenti del Pnrr e del Fondo di Sviluppo e Coesione. È un piano integrato su cui stiamo lavorando tantissimo. Finalmente si lavora in maniera organica guardando a tutti i fondi, con un’interazione forte sia con il Governo sia con la Regione»

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