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Mons. Michele Fusco, vescovo di Sulmona-Valva ed originario di Positano: “Una preghiera è più forte di una bomba”

Mons. Michele Fusco, vescovo di Sulmona-Valva ed originario di Positano, invita a pregare per la pace in questo tragico momento storico: «Davanti ai nostri occhi in questi giorni abbiamo la drammatica situazione dell’Ucraina, particolarmente le sofferenze di tanti nostri fratelli. Intere famiglie costrette a partire, bambini strappati dalle loro case, giovani obbligati ad interrompere i loro studi e tanti sono indotti ad usare le armi. Gli anziani abbandonati. Un grande dolore, una grande sofferenza pervade tutti noi. La nostra Caritas, insieme alla Caritas italiana, è in contatto con le 19 Caritas dell’Ucraina, oltre a quelle della Romania, della Moldavia, della Polonia che sono vicine ai confini con l’Ucraina. E si sta mobilitando per sostenere, attraverso i nostri contatti, le famiglie in difficoltà. Ha già intrapreso l’iniziativa di una raccolta fondi. So che anche altre istituzioni ed associazioni del nostro territorio si stanno mobilitando per aiutare i probabili arrivi e per accogliere eventuali famiglie che dovessero raggiungere le nostre comunità. Impegniamoci a sostenere ogni iniziativa in tal senso.
Tornato da Firenze, dall’incontro dei Vescovi e dei Sindaci del Mediterraneo per la pace, mi è risuonata forte la frase di Giorgio la Pira, il sindaco di Firenze in concetto di santità: “Una preghiera è più forte di una bomba”. Questa è l’alba che vogliamo contrapporre alle bombe della guerra.
Vi invito, quindi, ad accogliere la proposta che Papa Francesco ci ha rivolto, ovvero a fare del prossimo 2 marzo, mercoledì delle Ceneri, una giornata di digiuno per la pace. Incoraggio in modo speciale i credenti perché in quel giorno si dedichino intensamente alla preghiera ed al digiuno.
In tutte le nostre comunità parrocchiali e religiose si moltiplichino gli appuntamenti di preghiera comunitaria per chiedere il dono della pace. Tutti siamo coinvolti, non solo il mercoledì delle Ceneri ma anche per i prossimi giorni di Quaresima.
In questo periodo siamo stati partecipi del percorso sinodale ed abbiamo avvertito l’esigenza di riprendere tante nostre attività parrocchiali, di associazioni, celebrazioni, incontri. Non ci lasciamo scoraggiare dall’attuale situazione sanitaria ma, con tutte le precauzioni possibili, continuiamo il nostro cammino di fede.
Le famiglie cerchino ogni opportunità per partecipare ai momenti liturgici che le comunità propongono, riscoprendo la bellezza di dedicare del tempo alla preghiera, sia in chiesa che a casa. Particolarmente ai bambini affido l’impegno di recitare ogni sera tre Ave Maria alla Madonna per la pace. I piccoli, infatti, sono i più ascoltati dal cielo. Invito poi i giovani, particolarmente gli studenti, ad aderire all’iniziativa di tanti loro coetanei nel mondo che alle 12.00 di ogni giorno fermano le loro attività, anche scolastiche, per un minuto di silenzio e di preghiera per la pace. Lo chiamano il “time out”, insieme anche con tanti altri giovani di altre fedi e religioni.
Nel messaggio che Papa Francesco ci ha inviato per la Quaresima ci invita a non stancarci di fare il bene. Non stanchiamoci di pregare, di chiedere al Padre ciò di cui abbiamo bisogno, particolarmente la pace. Non stanchiamoci di togliere il male dalla nostra vita combattendo contro il peccato. Non stanchiamoci di dare il nostro aiuto ai fratelli in difficoltà, nel prenderci cura dei più bisognosi, quelli che ci stanno accanto ed anche di coloro che soffrono a causa della guerra.
Ogni famiglia, ogni comunità, concretamente prenda un salvadanaio dove ciascuno potrà porre il frutto delle proprie rinunce di questa Quaresima per poi farne dono ai fratelli in difficoltà.
Mai il Signore ci ha abbandonati, abbiamo fiducia in lui. Gesù ci ha detto che tutto è possibile per chi crede. Maria, Regina della pace, preservi il mondo dalla follia della guerra».

Mons. Michele Fusco, vescovo di Sulmona-Valva ed originario di Positano: “Una preghiera è più forte di una bomba”

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