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Maiori: il depuratore nelle mani del Tar

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Maiori: il depuratore nelle mani del Tar. Ne parla Salvatore Serio in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

Il prossimo 23 febbraio sarà una data importante per le sorti del depuratore consortile di Maiori. Proprio in quel giorno, infatti, è fissata la camera di consiglio che dovrà esprimersi sul ricorso al Tar presentato dalla ditta Cicalese Impianti contro la determina della Provincia di Salerno con cui sono stati aggiudicati i lavori e la progettazione del maxi impianto: nell’istanza avanzata al tribunale amministrativo di Salerno è stata chiesta anche la sospensione della decisione. Un ricorso che potrebbe rallentare il complesso iter che dovrebbe portare alla costruzione del tanto discusso depuratore consortile in zona Demanio, nel comune di Maiori: se il Tar accoglierà la sospensiva, infatti, i lavori sono destinati a slittare in attesa che i giudici entrino nel merito della vicenda.

La progettazione della maxi opera è stata affidata al raggruppamento temporaneo di professionisti composto da STCV di Napoli che si è occupata in passato della progettazione del Crescent di Salerno, disegnato da Ricardo Bofill, della Stazione Marittima ideata da Zaha Hadid; Enrico Gallarati, che dal 1994 al 2002 è stato direttore generale dell’Azienda speciale consortile per l’approvvigionamento dell’acqua nel parmense e proprio a Parma ha progettato l’impianto per il trattamento delle acque reflue; HUB Engineering Consorzio Stabile di Roma chiamata a progettare, tra le altre cose, l’auditorium nel tabacchificio Centola di Pontecagnano; lo Studio Vitale Russo Servizi di Ingegneria di Castel San Giorgio; Groma, società di ingegneria di Caserta che si è occupata della progettazione dell’impianto di depurazione del litorale domitio; Prometeo Engineering di Roma, che sta effettuando il servizio di supervisione della progettazione del tunnel di Istanbul che attraverserà lo Stretto del Bosforo. Una super squadra, insomma, quella chiamata dalla Provincia ad occuparsi dei lavori che porteranno alla realizzazione del tanto discusso impianto di depurazione. Ad aggiudicarsi l’appalto il raggruppamento temporaneo di impresa composto da Conpat Scarl di Roma che si è occupata della realizzazione della stazione Porta Nuova di Torino; la GorrasiCost S.r.l. di Roccadaspide che ha lavorato alla riqualificazione del porto di Salerno e del complesso natatorio di Eboli; la T.V.G. con sede a Roccadaspide; la Cogeg di Altavilla Silentina, esclusa a marzo 2021 dalla procedura di gara per i lavori ponte Asa di Pontecagnano.

Ora, però, per lo sblocco del progetto tutto passa nelle mani dei giudici del Tar. La Cicalese Impianti ha depositato gli atti lunedì presentando il ricorso su cui i giudici, il 23 febbraio, decideranno se entrare nei dettagli della vicenda o rigettarlo. Il depuratore di Maiori continua a far discutere e ha spaccato letteralmente in due il paese costiero, tra chi sostiene la bontà dell’opera e chi si dice preoccupato dell’impatto ambientale che la stessa potrà avere. Il sindaco di Maiori, Antonio Capone, nei giorni scorsi ha chiesto che le operazioni vengano svolte nel più breve tempo possibile perché «troppo tempo è stato perso». Dall’altro lato il comitato cittadino che ha realizzato un ricco dossier secondo il quale il depuratore sarebbe un’opera inutile, in quanto il paese della Costiera sarebbe già dotato di un buon sistema di depurazione, come dimostrerebbero i dati Arpac che hanno sempre dato riscontro positivo. Una storia, quella del maxi impianto, che si complica ulteriormente e che potrebbe avere scenari imprevedibili.

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