Quantcast

L’UNITRE con Positanonews al Museo Cerio di Capri

Capri ( Napoli ) . L’UNITRE con Positanonews al Museo Cerio di Capri. Da Piano di Sorrento, con i nostri inviati Giovanni Russo, Lucio Esposito e Sara Ciocio con l’UNITRE a Capri . Nonostante il tempo incerto i nostri sono stati sulla perla della Campania in questa straordinaria visita culturale. Capri sempre al centro delle nostre attenzioni.

Unitre a Capri

A pochi passi dalla mondana piazzetta di Capri, c’è il Museo del Centro Caprense Ignazio Cerio, custode della storia di Capri, luogo senza tempo. Il Museo trae la sua origine dall’attività del Dott. Ignazio Cerio, medico isolano, che lo costituì come museo di famiglia a partire dalla seconda metà del XIX secolo ma fu formalmente istituito come museo pubblico con la nascita del Centro Caprense (1947). Nel corso della sua vita Ignazio Cerio raccolse fossili, rocce, conchiglie, piante, animali e reperti archeologici provenienti da Capri o frutto di donazioni e scambi con studiosi di tutto il mondo. Lo studioso volle che le sue scoperte fossero esposte nel trecentesco Palazzo Cerio, sede del Museo. Questo luogo conserva nelle sue antiche teche i resti di orsi, pantere e iene, rinvenuti nella piana della Certosa di San Giacomo, che hanno ispirato artisti contemporanei quali Michele Iodice ed Eugenio Giliberti. Inoltre, sono conservati numerosi resti di ville romane edificate sull’isola dagli imperatori Augusto e Tiberio, oltre a reperti dell’uomo preistorico. Ma la vera star del Museo è la lucertola azzurra dei Faraglioni, solo qui è possibile osservarla da vicino. Dalla terrazza del Museo, una delle location del film “La baia di Napoli”, si può godere di un panorama unico sul Golfo di Napoli e la Piazzetta di Capri, il cui campanile sarà così vicino da sembrare di sfiorarlo.

Gli oltre ventimila reperti conservati al Centro Caprense furono raccolti da Ignazio Cerio negli ultimi decenni dell’Ottocento e l’inizio del Novecento durante le sue ricognizioni o frutto di donazioni e scambi con studiosi di tutto il mondo. Dopo la morte del suo fondatore, nel 1921, le collezioni furono riordinate dal naturalista Raffaello Bellini (1874-1930) per volontà del figlio Edwin e spostate dal salone principale (attuale sala conferenze) nelle presenti sale espositive conservate in mobili progettati dallo stesso Edwin Cerio. Un piano di riallestimento delle collezioni archeologiche, naturalistiche, paleontologiche, cominciato alla fine degli anni ’90, ha permesso di incrementare e riorganizzare le collezioni, ponendo maggiormente l’attenzione alle testimonianze legate alla storia dell’isola di Capri. Nel 2000 è stato inaugurato il Museo, organizzato in quattro sale tematiche.

Commenti

Translate »