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L’allenatore di pallavolo argentino Julio Velasco a Meta per selezionare giovani promesse in vista dei campionati nazionali segui la diretta

Piano di Sorrento ( Napoli ) L’allenatore di pallavolo argentino Julio Velasco è venuto a vedere dei ragazzi del VB Meta per selezionarne alcuni in vista dei campionati nazionali e si è prestato gentilmente ad un’intervista in diretta per Positanonews TV, mentre si trovava nella palestra della scuola media a Trinità,  a informarci dell’incontro l’assessore al ramo Roberto Porzio. La VB Meta è una bella realtà portata avanti con amore , passione e professionalità da Luigi russo e Marilu Cilento. Davvero meritevole, ed è grazie a loro che abbiamo potuto intervistare uno dei più grandi allenatori del pianeta.
Julio Velasco è un dirigente sportivo e allenatore di pallavolo argentino naturalizzato italiano, direttore tecnico del settore giovanile della FIPAV. Ha legato la sua fama al ruolo di commissario tecnico della nazionale italiana di pallavolo maschile, incarico ricoperto dal 1989 al 1996: sotto la sua gestione gli Azzurri, fin lì ai margini del volley mondiale, nel corso degli anni 90 del XX secolo si affermarono tra le formazioni più forti di tutti i tempi, in quella che è passata alla storia come l’epopea della generazione di fenomeni.
Stiamo parlando di una vera leggenda dello sport. Il lavoro per lui è una grande passione al punto da dichiarare più volte di non voler andare in pensione perché ha sempre pensato che il paradiso sia una noia mortale.
Ha sempre sostenuto che «la prima cosa è sempre crederci, dare fiducia. Anche i nostri figli se ne accorgono quando non parliamo seriamente. Bisogna vedere nei ragazzi la parte positiva mentre troppo spesso tendiamo a vedere il lato negativo delle cose».
Velasco ha sempre parlato dell’arte di allenare trovando un equilibrio tra il sistema e la creatività pur sapendo che non esiste una formula esatta ma che proprio in questo risiedi il fascino del suo lavoro. Ritiene che non bisogna mai subordinare le caratteristiche individuali alla squadra, ma puntare proprio sulla loro diversità: «Si tratta di trovare un tasto giusto. Ogni giocatore ne ha uno. Non sempre ci riusciamo, ma noi dobbiamo cercarlo. Perché i Ronaldo e i Messi, invece di andare in vacanza, vanno in nazionale? Hanno tutto, hanno una certa età. Ma loro vogliono entrare nella storia. Altri non giocano per la gloria, ma solo per obiettivi più piccoli. C’è anche chi gioca solo per i soldi. Altri si sono trovati a fare i professionisti senza sapere perché. Quando uno ha un fenomeno in squadra, non impara niente. Basta dirgli cosa fare. È quando invece si sbaglia che si sviluppano capacità didattiche, come accade coi giovani. Ma poi quelle capacità servono anche per i grandi campioni quando commettono errori a cui non sono abituati. Noi allenatori dobbiamo fare questo: gestire, insegnare, convincere. Noi allenatori, in realtà, non facciamo niente, facciamo fare ai giocatori. E se non siamo credibili non possiamo farlo. Serve autorevolezza, sapere quello che diciamo, coerenza. Se non credono in noi non funziona. I grandi campioni sono quelli che dopo aver mangiato molto continuano ad avere fame perché vogliono vincere, avere nuove soddisfazioni, avere un nome. E continuano come se non avessero mai mangiato».
Per Julio Velasco il vero leader è quello che guida: «E serve che sappia dove andare, come arrivarci e come insegnare a farlo. Deve essere autorevole. Deve sapere davvero, non usare frasi fatte. Sapere vuol dire conoscere i dettagli, e saperli comunicare».

L’allenatore di pallavolo argentino Julio Velasco a Meta per selezionare giovani promesse in vista dei campionati nazionali

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