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La costiera di Raffaele Ferraioli è alle spalle

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Maiori , Costiera amalfitana ( Salerno ) Nei giorni scorsi è morto Raffaele Ferraioli, già sindaco di Furore e politico più rappresentativo della costiera amalfitana per almeno 30 anni.
Ebbi modo di conoscerlo perché, nel giugno del 1999, Stefano Della Pietra, neoeletto Sindaco di Maiori, mi chiese di ricoprire l’incarico di assessore esterno.
In quegli anni mi occupavo professionalmente di agevolazioni finanziarie alle aziende e quindi una delle prime cose che scoprii fu che in costiera amalfitana, su iniziativa di Raffaele Ferraioli, all’epoca Presidente della Comunità Montana, stava per essere finanziato un Patto territoriale per un importo complessivo di circa 100 miliardi di vecchie lire.
Il tema centrale era, ovviamente, lo sviluppo del territorio ed i posti di lavoro aggiuntivi che potevano essere creati grazie a quei soldi pubblici.
Alle nostre domande, come Comune di Maiori, di capire qualcosa in più perché avevamo forti dubbi sui criteri con i quali erano stati impostati i bandi di gara, trovammo un muro impenetrabile.
A quel punto, si mossero anche le vie diplomatiche e, siccome l’ambiente era tutto di ex democristiani, il Senatore Michele Pinto, per tentare una mediazione, organizzo’ un pranzo, in un noto ristorante di Salerno, dove, da una parte, c’erano Raffaele Ferraioli e Donato Cufari e, dall’altra, c’era Stefano Della Pietra accompagnato da me.
Fu tutto inutile perché Ferraioli decise di proseguire per la sua strada ed, a proposito di criteri, si arrivò addirittura al punto di approvare un progetto di un’azienda che, con un contributo a fondo perduto di 5 miliardi di lire, si impegnava a creare un solo posto di lavoro aggiuntivo.
Questo fu il motivo per cui tanta stampa si interessò della vicenda. In costiera ci fu il periodico Ècostiera, diretto da Maria Rosaria Sannino, e, sul piano provinciale, Il Salernitano, quotidiano diretto da Gigi Casciello. A livello nazionale, uscirono articoli in prima pagina su La Repubblica, a firma di Antonello Caporale, e Libero, a firma di Peppe Rinaldi.
Nessun giornale ebbe mai problemi per il contenuto delle cose scritte.
Il Comune di Maiori, invece, quando si costituì la società per la gestione del Patto territoriale, decise di non metterci soldi e sottoscrisse solo una quota simbolica. A distanza di 20 anni, nel novembre scorso, anche il Comune di Cava de’ Tirreni, si è tirato fuori perché la società ormai è stata messa in liquidazione.
Sarebbe interessante sapere quanto è costato di soldi pubblici questo inutile carrozzone dove una cosa certa è che l’unico Comune a non avercene rimessi è stato quello di Maiori.
Sempre in occasione di questa triste circostanza, i Sindaci tutti della costiera hanno scritto di voler “raccogliere il testimone” di Raffaele Ferraioli.
Io credo che oggi il tema politico più importante ed urgente non sia più quella di 20 anni fa.
La sfida della vocazione turistica del territorio è stata abbondantemente vinta, al di là dell’utilizzo di quei soldi.
Oggi, la manodopera, che serve all’industria turistica, bisogna e bisognerà sempre di più importarla.
E pure con gli altri due problemi, quello del dissesto idrogeologico del territorio e quello della mobilità, bisognerà conviverci per sempre.
Il primo è sostanzialmente irrisolvibile perché in costa d’ Amafi  da secoli l’uomo ha sfidato la natura e per questo ne paga un prezzo. Ed anche per il secondo, se si vuole conservare la bellezza del paesaggio, soluzioni drastiche non se ne potranno mettere in campo.
Invece, sotto i nostri occhi, senza che nessuno se ne accorgesse, tutti i paesi della costiera sono diventati vecchi.
L’età media degli abitanti sale di anno in anno e di bambini ne nascono sempre in meno.
Adesso, la vera sfida politica è quella non far chiudere tutte le scuole della costiera amalfitana entro i prossimi 15 anni.
Diversamente, la costiera amalfitana resterà solo un bellissimo museo a cielo aperto con ottimi incassi derivanti dal turismo stagionale.

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