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IL PANGLOSSIANO

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Panglossiano significa in sostanza “esageratamente ottimista”. È un termine che richiama un personaggio del racconto filosofico e satirico di Voltaire “Candido, o l’ottimismo”.
Il dottor Pangloss è il precettore del giovane Candido. Rappresenta un ottimismo cieco e infondato che rifiuta l’evidenza e reinventa affinché tutto sia così come deve essere. Crede di vivere nel migliore dei mondi possibili, nonostante tutto quello che gli capita (dopo la distruzione del castello dove abita e la strage dei suoi nobili datori di lavoro si ammala, deve scappare dai nemici, finisce quasi annegato, poi sfugge all’impiccagione e rischia di essere sezionato come cadavere, infine diventa schiavo). Nonostante ciò non muta le proprie convinzioni.
Il panglossiano quindi non è un generico ottimista, nel senso positivo del termine, ma una persona ottusamente pervasa da ciechi convincimenti.
A noi, in verità, questo termine nato dalla penna di Voltaire ricorda qualcuno …
Schiavizzato politicamente e psicologicamente da un sistema politico-tecnocratico che predilige gli affari ai territori e alle reali esigenze dei cittadini, il sindaco di Maiori ricorda molto il dottor Pangloss e il suo cieco convincimento che, contro ogni evidenza, questo è il migliore dei mondi possibili.
Il sindaco chiama folle chi cerca di ragionare su alternative sostenibili e più economiche per la collettività, chi ha tentato inutilmente di instaurare un dialogo.
Invece ciò che alcuni tecnici interessati propinano per verità diventa per lui assioma scientifico e l’unica via praticabile. “Comprate il mio specifico (NON) per poco ve lo do!” direbbe il dottor Dulcamara al suo attento uditorio di villici ignoranti.
Il nostro sindaco in una intervista al TG3 del 7 febbraio scorso, intervista indegna di un servizio pubblico perché unilaterale, dice senza mezzi termini che il folle progetto di portare merda a 80 mt sul livello del mare, in una zona di elevatissimo pregio ambientale e ad altissimo rischio idrogeologico, verso un mega impianto che consumerà due milioni di euro di energia elettrica … è la migliore e unica soluzione possibile! Anzi, i folli sono coloro che tentano di ostacolare la realizzazione questo miracoloso ritrovato della scienza e della tecnica.
Dice ancora che il depuratore è necessario per rendere le acque fruibili e pulite, e per conseguire la bandiera blu.
Dimentica, il Sindaco-Pangloss, che una ormai logora condotta sottomarina, in funzione da cinquant’anni, con un semplice trattamento primario a monte rende ECCELLENTE la qualità delle acque antistanti Maiori, cosa certificata almeno per gli ultimi cinque anni (fonte ARPAC).
Il “Piano di Tutela delle Acque” della Regione Liguria, su cui si è concentrata l’attenzione sinergica del coordinamento cittadino di Maiori, norma situazioni di analoga fattispecie per specifiche fasce di abitanti evitando il ricorso a depuratori per i reflui urbani e in presenza di determinate condizioni, le quali sembrano perfettamente combaciare con le problematiche della Costiera.
Sarebbe assurdo costruire un mega-depuratore-sottodimensionato per accorgersi che con una disposizione normativa di livello regionale si sarebbe potuto affrontare il problema diversamente.
Se si operasse nel precipuo interesse collettivo si intuisce che la Regione Campania avrebbe dovuto da tempo, sulle orme del PTA della Liguria, approvare una regolamentazione regionale di analogo contenuto.
Infatti molte sono le aree della Campania, comprese isole e Costiera amalfitana, ove le problematiche sono perfettamente analoghe a quelle risolte in modo brillante dalla Regione Liguria sia per il numero di abitanti degli agglomerati urbani e che per la natura dei reflui, appunto di esclusiva origine urbana. Senza ignorare il fatto fondamentale che in Costiera costruire un depuratore, come si è ampiamente verificato a Cetara, può risultare molto problematico … ovviamente poi il marchingegno dovrebbe pure funzionare e quello di Amalfi, purtroppo, dimostra l’esatto contrario.
A sostegno di questa ipotesi arrivano le tesi per l’isola di Ischia dei Prof. Aliberti e Gargiulo dell’Università di Napoli, che è possibile approfondire sul volume ”Dossier Depuratore”.
In sintesi una condotta sottomarina, integrata con tecnologia MUDS, diventa equivalente ad un trattamento secondario, con risultati equiparabili a quelli di un depuratore.
Ma tutto questo è irrilevante, addirittura irritante, per il sindaco; come ogni contestazione alle proprie convinzioni risulta inaccettabile per il dottor Pangloss.
La differenza sostanziale è che il personaggio di Voltaire paga sulla propria pelle le sue cieche convinzioni, mentre le inamovibili convinzioni del sindaco di Maiori rischia di pagarle una intera comunità.
E la cosa più grave è che lo sta facendo con un consenso minoritario, in evidente isolamento nel proprio paese ma appoggiato da amministratori di paesi viciniori che cinicamente pensano solo a consegnare il ‘pacco’ a Palazzo Mezzacapo, tirando a campare senza una visione complessiva della Costiera … e non solo sulla depurazione.
Abbiamo provveduto, nell’ambito delle iniziative del Coordinamento cittadino sul depuratore, ad inviare anche al Sindaco e ai suoi consiglieri comunali una copia cartacea del “Dossier Depuratore”.
Potrebbe accadere che, tra tanti emuli del precettore di Candido, qualcuno che si ponga seriamente qualche dubbio alla fine lo troviamo pure.

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